A denunciare l’accaduto è Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria
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Carcerii sovraffollate
Momenti di forte tensione nel carcere di Pontedecimo, dove una detenuta trasferita solo il giorno precedente da Torino ha dato luogo a gravi disordini durante l’uscita al passeggio.
La donna, italiana, classe 1980, ristretta per atti persecutori e sottoposta al regime di Grande Sorveglianza, era già nota per precedenti aggressioni al personale. Secondo quanto riferito, nel cortile si sarebbe completamente denudata e, all’arrivo degli agenti di Polizia Penitenziaria, avrebbe iniziato a lanciare sedie contro le vetrate, danneggiando arredi e attrezzature. Solo il tempestivo intervento del personale avrebbe evitato conseguenze peggiori. Successivamente l’area sanitaria ha disposto il trasferimento urgente al Pronto soccorso di Genova.
A denunciare l’accaduto è Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria. «Questa detenuta era già nota per aggressioni e infrazioni disciplinari a Torino. È stata trasferita per ordine e sicurezza e, appena arrivata a Pontedecimo, ha confermato tutta la sua pericolosità. È l’ennesima dimostrazione di un sistema penitenziario allo sbando», ha dichiarato.
Il sindacato sottolinea come l’istituto sia in una condizione di forte sovraffollamento: 147 detenuti presenti, di cui 71 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 96 posti. «In un carcere già al collasso – prosegue Pagani – il Provveditorato continua ad assegnare detenuti ad alta complessità senza rafforzare gli organici e senza garantire condizioni minime di sicurezza. Così si mette a rischio la vita degli agenti».
Secondo la Uil Fp, a Pontedecimo si starebbero concentrando casi particolarmente critici, comprese detenute sottoposte a Grande Sorveglianza, senza adeguate risorse strutturali e sanitarie. «Le carceri italiane sono diventate una pentola a pressione pronta a esplodere», incalza Pagani, chiedendo interventi immediati: riduzione della densità detentiva, potenziamento degli organici, investimenti in strutture e tecnologie, assistenza sanitaria adeguata per i detenuti con disturbi psichiatrici e riforme strutturali.

