Dopo la tragedia in Bosnia, dove hanno perso la vita quattro militari italiani nello schianto di un elicottero, oggi Giorgia Meloni ha reso omaggio alle vittime al Circo Massimo, a Roma, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto. "Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama", ha scritto sui social la presidente del Consiglio a corredo di un video.

"Insieme al ministro Guido Crosetto - prosegue la premier -, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia. Abbiamo voluto che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera Nazione".

"So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili. A chi vorrà venire al Circo Massimo, chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo", conclude Meloni.

Procura militare Roma avvia inchiesta

La procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sull’incidente. Al momento quello aperto dalla procura militare, guidata da Marco De Paolis, è un procedimento conoscitivo in attesa degli esiti degli accertamenti.

Crosetto in Bosnia

Crosetto è giunto in Bosnia-Erzegovina, accompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e da un'equipe di medici, per rendere omaggio ai nostri Caduti e portare ai militari feriti la vicinanza e l’affetto della Difesa e di tutto il Paese. Al suo arrivo è stato accolto dall'omologo Zukan Helez.

"Oggi è un giorno di dolore immenso. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto. Da padre, da marito, da cittadino e da ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia. Quando uomini e donne delle nostre Forze Armate perdono la vita mentre svolgono il proprio dovere, non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa. E io, tutti noi della Difesa, oggi, sentiamo profondamente questa perdita. Sto andando in Bosnia, con il capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri Caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese. Vorrei poter trovare le parole giuste, poter dare una risposta, poter alleviare almeno un po’ il dolore di chi sta vivendo queste ore terribili. So che non sarà possibile. Ma ci sono momenti in cui non servono parole. Serve esserci. Guardare negli occhi le persone, stringere una mano, ascoltare, condividere il dolore e aiutare, facendo sentire che nessuno sarà lasciato solo", ha detto.