Meta ha raggiunto un accordo extragiudiziale con 47 Stati americani, il District of Columbia e i territori statunitensi nell'ambito della causa avviata contro il gruppo californiano per le accuse di aver favorito la dipendenza dei minori dai propri social network.

L'intesa prevede che la società madre di Facebook e Instagram versi quasi 18 miliardi di dollari e apporti modifiche significative al funzionamento delle proprie piattaforme per gli utenti più giovani. L'accordo è stato depositato mercoledì presso il tribunale federale di Oakland, in California, ma dovrà ancora essere approvato da un giudice.

Due ore al giorno e stop notturno

Tra le misure previste dall'accordo figura un limite di due ore al giorno per l'utilizzo complessivo di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti. Le applicazioni saranno inoltre bloccate durante le ore notturne, con l'obiettivo di ridurre l'uso dei social nelle fasce orarie dedicate al riposo.

Meta dovrà intervenire anche sulle notifiche e sugli avvisi rivolti ai ragazzi, limitandoli durante la notte e nelle ore scolastiche. Le nuove impostazioni puntano inoltre a incoraggiare gli adolescenti a fare pause regolari dall'utilizzo delle piattaforme.

Le autorità statali accusano Meta di aver adottato nel corso degli anni caratteristiche e sistemi di coinvolgimento capaci di favorire un utilizzo prolungato e potenzialmente compulsivo dei social da parte dei minori.

Le accuse sulla privacy dei minori

L'accordo riguarda anche presunte violazioni delle leggi federali sulla privacy dei minori e delle normative statali a tutela dei consumatori. Per gli Stati coinvolti, le pratiche adottate dalla società avrebbero esposto milioni di giovani a rischi che le piattaforme avrebbero dovuto prevenire o limitare.

«L'obiettivo di questo caso era proteggere i nostri ragazzi», ha dichiarato il procuratore generale del Colorado, Phil Weiser. Secondo il rappresentante dello Stato, l'intesa permetterà di bloccare notifiche e avvisi durante la notte e a scuola, incoraggiando inoltre i giovani a prendersi pause dai social media.

La richiesta iniziale era di 200 miliardi

La vertenza era stata avviata da California, Colorado, Kentucky e New Jersey, che avevano avanzato richieste complessive per circa 200 miliardi di dollari in relazione ai presunti danni provocati ai minori.

L'accordo raggiunto ora chiude il procedimento federale avviato presso il tribunale distrettuale di Oakland, ma non risolve tutte le controversie che coinvolgono Meta sul tema.

Altre cause ancora aperte

La società dovrà infatti continuare a difendersi da numerose altre azioni legali presentate da distretti scolastici e privati cittadini. Alcuni di questi procedimenti sono già destinati ad arrivare davanti ai giudici nei prossimi mesi.

L'intesa rappresenta quindi un passaggio importante nella crescente pressione giudiziaria e politica sulle grandi piattaforme digitali. Per Meta, oltre al pesante esborso economico, si prospetta una modifica significativa dell'esperienza offerta agli adolescenti, con limiti più stringenti sull'accesso e sull'utilizzo quotidiano dei social.