Per la Procura l’uccisione del pusher Abderrahim Mansouri nel bosco di Rogoredo non sarebbe stata legittima difesa: contestati anche depistaggio e falso. Indagati altri due agenti
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L’inchiesta della Procura di Milano sul bosco di Rogoredo si allarga e cambia radicalmente prospettiva su uno dei fatti più discussi delle ultime settimane: l’uccisione del pusher Abderrahim Mansouri, avvenuta il 26 gennaio, inizialmente ricondotta alla legittima difesa. Ora, per i magistrati, quel colpo di pistola sparato dall’assistente capo Carmelo Cinturrino – in servizio al commissariato Mecenate – sarebbe invece un omicidio aggravato dalla premeditazione.
Oltre 30 contestazioni: dall’omicidio al depistaggio
Secondo quanto emerge, a Cinturrino vengono contestati oltre 30 capi d’imputazione. Un elenco pesantissimo che, oltre all’omicidio, comprende ipotesi di sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina.
Al centro della ricostruzione dell’accusa c’è anche un elemento che, se confermato, avrebbe un peso decisivo: l’ipotesi che, dopo l’uccisione, accanto al corpo di Mansouri sarebbe stata collocata una pistola finta caricata a salve per simulare una reazione armata e, quindi, sostenere la versione della legittima difesa.
Nuove iscrizioni nel registro: indagati altri due agenti
Nel frattempo, l’inchiesta coinvolgerebbe altri due poliziotti, iscritti nel registro degli indagati per l’omicidio. Una agente, in particolare, risulterebbe indagata per falso in relazione a un arresto del maggio 2024 ai danni di un cittadino tunisino poi assolto: il giudice avrebbe evidenziato nel verbale “incongruenze” e presunte falsità, tra cui l’indicazione del possesso di 2,2 grammi di droga.
Con queste nuove posizioni, salirebbe a sette il totale degli indagati. E il quadro complessivo – secondo quanto riportato – parlerebbe di 43 capi d’imputazione a carico delle persone coinvolte, includendo anche quattro agenti già sotto accusa per favoreggiamento e omissione di soccorso. Tra le contestazioni, figurerebbero anche ipotesi di sequestro di persona e arresto illegale: alcuni soggetti sarebbero stati chiusi “in una stanza” e percossi ripetutamente.
La richiesta di incidente probatorio: “cristallizzare” le testimonianze
Le nuove contestazioni sarebbero legate anche alla richiesta di incidente probatorio notificata nelle ultime ore. L’obiettivo della Procura è convocare almeno otto testimoni, tra cui pusher e tossicodipendenti che frequentano l’area di Rogoredo, per cristallizzare i loro racconti come prova in vista di un eventuale processo.
Nella richiesta si fa riferimento a testimonianze secondo cui alcune persone sarebbero state derubate di denaro e droga, colpite con mazzate e persino mandate in ospedale per costringerle a rivelare i luoghi di “imbosco”.
Sul fronte cautelare, martedì è attesa davanti al Tribunale del Riesame la discussione sulla richiesta di arresti domiciliari per Cinturrino, presentata dalla Procura e che sarà valutata dai giudici.

