Nel giorno del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, il presidente statunitense dal Monte Rushmore denuncia un presunto attacco all'identità americana e rilancia la sfida politica in vista delle elezioni di metà mandato. Nella capitale cancellata la tradizionale parata per le temperature record
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Gli Stati Uniti celebrano il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza tra celebrazioni ufficiali, temperature eccezionali e un nuovo intervento politico di Donald Trump. Nel proclama diffuso in occasione del 4 luglio, il presidente ha invitato gli americani a celebrare «con orgoglio» la ricorrenza, definendola un momento per rendere omaggio «alla gloriosa eredità, alla storia e ai successi della nostra amata Repubblica».
Prima di raggiungere il Monte Rushmore, in South Dakota, Trump ha ricordato la firma della Dichiarazione d'Indipendenza del 1776, definendola il compimento di «un destino voluto da Dio» e il fondamento dei principi di libertà, uguaglianza e autodeterminazione sui quali, a suo dire, si basa ancora oggi la nazione americana.
Nel suo intervento il presidente ha però dedicato ampio spazio alla situazione politica interna, sostenendo che l'identità degli Stati Uniti sia «sotto attacco» da parte di «radicali ed estremisti interni». Trump ha indicato nel comunismo la principale minaccia per il Paese, affermando che «l'America non sarà mai un Paese comunista» e definendo questa ideologia «un fallimento totale» e «una minaccia mortale per la libertà americana».
Secondo il presidente, il comunismo sarebbe incompatibile con i valori sanciti dalla Costituzione e dalla stessa Dichiarazione d'Indipendenza. Nel suo discorso ha inoltre sostenuto che questa ideologia abbia provocato nel Novecento «100 milioni di morti» e ha contrapposto la fedeltà ai principi americani alle teorie di Karl Marx, affermando che «si può essere comunisti o patrioti, ma non entrambe le cose».
Trump ha anche richiamato la necessità di mantenere unito il Partito Repubblicano in vista delle prossime elezioni di metà mandato, sostenendo che la vittoria democratica sarebbe possibile soltanto in caso di errori da parte della propria coalizione.
Intanto, le celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza hanno dovuto fare i conti con l'ondata di caldo che sta interessando la costa orientale degli Stati Uniti. La tradizionale parata prevista a Washington è stata cancellata dopo che il National Weather Service ha emesso un'allerta per caldo estremo, con temperature percepite comprese tra i 43 e i 46 gradi.
Gli organizzatori hanno spiegato che la decisione è stata presa per garantire la sicurezza di partecipanti, spettatori e personale. Resta invece confermato il discorso serale del presidente al National Mall, dove sono attese migliaia di persone per le celebrazioni del 4 luglio.

