Futuro Nazionale accoglie favorevolmente il progetto di digitalizzazione del Piano comunale di Protezione civile di Corigliano-Rossano, ma sollecita l’Amministrazione guidata dal sindaco Flavio Stasi a intervenire sulla manutenzione ordinaria del territorio.

La posizione è espressa dai referenti dei comitati cittadini Giovanni Antoniotti, Maria Lores Laera, Giovanni Dima, Daniele Spataro e Giuseppe Falbo. La nota riconosce l’utilità di sistemi capaci di diffondere rapidamente allerte e informazioni alla popolazione, ma sostiene che tali strumenti debbano essere accompagnati da opere preventive.

«La digitalizzazione è utile e la comunicazione rapida è fondamentale», affermano i rappresentanti. «Ora servirebbe la manutenzione analogica».

Le criticità segnalate dai comitati

Secondo Futuro Nazionale, a metà settembre non sarebbero ancora visibili sufficienti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle aree urbane di Corigliano e Rossano, nelle periferie e nelle frazioni.

I comitati segnalano presunte ostruzioni di griglie, tombini e caditoie dovute alla presenza di terra, foglie e rifiuti. Evidenziano inoltre condizioni critiche lungo fossi di scolo, canaloni e fiumare, dove la vegetazione sarebbe diventata particolarmente fitta.

Si tratta di osservazioni formulate dai rappresentanti politici e civici, rispetto alle quali nella nota non è riportata una replica dell’Amministrazione comunale.

Il caso del fosso di Santa Lucia

Una parte dell’intervento è dedicata al fosso che costeggia via Santa Lucia, nell’area urbana di Corigliano. I referenti sostengono di avere ricevuto numerose segnalazioni da residenti e titolari di attività commerciali.

La criticità riguarderebbe in particolare il tratto vicino a un distributore di carburante e a un’attività di pneumatici. Il canale, posto sotto il livello stradale, sarebbe ostruito dalla vegetazione e da altri materiali, con possibili conseguenze sul deflusso delle acque.

Secondo Futuro Nazionale, in caso di precipitazioni intense l’acqua potrebbe dirigersi verso abitazioni e negozi. La nota richiama anche precedenti allagamenti ed esondazioni avvenuti nel 2007, nel 2015 e in altre occasioni più recenti.

Il nodo delle competenze

I rappresentanti riconoscono che le competenze legate al dissesto idrogeologico e alla manutenzione dei corsi d’acqua sono suddivise tra diversi enti, tra cui Regione, Provincia, Consorzio di bonifica e Calabria Verde.

Proprio questa frammentazione, sostengono, dovrebbe però spingere il Comune ad attivarsi con maggiore tempestività almeno sulle infrastrutture e sulle aree direttamente rientranti nelle proprie competenze.

Tra queste vengono indicati il reticolo idrico minore, le caditoie stradali e i fossi di guardia comunali. Futuro Nazionale chiede inoltre all’Amministrazione di sollecitare gli altri enti rispetto agli interventi non ricadenti nella responsabilità municipale.

«L’allerta non può sostituire la prevenzione»

La critica politica si concentra sul rapporto tra strumenti digitali e manutenzione. Per i comitati, un sistema capace di informare tempestivamente la popolazione non può sostituire gli interventi necessari a ridurre il rischio.

«A cosa serve un’app che ci avvisa in tempo reale che stiamo per allagarci, se non si è fatto nulla per evitare che ci allaghiamo?», chiedono i referenti.

Analoga osservazione viene formulata rispetto alla segnaletica delle vie di fuga, che rischierebbe di perdere efficacia qualora i percorsi fossero interessati da allagamenti dovuti all’ostruzione delle caditoie.

Le tre richieste rivolte al Comune

Futuro Nazionale chiede a Stasi e alla Giunta comunale di predisporre un intervento straordinario prima dell’arrivo delle piogge autunnali.

La prima richiesta riguarda la pulizia di griglie, tombini e caditoie. La seconda è riferita direttamente al fosso di Santa Lucia, per il quale vengono sollecitati la rimozione della vegetazione e dei materiali presenti e il ripristino del deflusso.

Infine, i comitati chiedono la pubblicazione di un cronoprogramma per la manutenzione di tutti i fossi e i canaloni di competenza comunale.