Il coordinatore cittadino di Forza Italia spezza una lancia per il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo dei Bruzi: «Rappresenta degnamente l’ara sud della città che noi non vogliamo affatto tralasciare». Poi elogia anche Michelangelo Spataro
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Bozzo e Spadafora in una foto di qualche anno fa
Il 24-25 maggio si completerà la tornata elettorale della primavera 2026, che vederà al voto città come Reggio Calabria e Crotone, ma anche Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Poi tutte le attenzioni si proietteranno alle Amministrative 2027 di Cosenza. A rompere gli indugi è Massimo Bozzo, coordinatore cittadino di Forza Italia, che in un’intervista affronta il tema della costruzione del centrodestra cittadino e indica anche alcuni possibili profili per la candidatura a sindaco. Tra questi emerge con forza il nome di Francesco Spadafora, considerato da Bozzo uno dei riferimenti politici più radicati sul territorio.
Secondo il dirigente azzurro, il centrodestra non sarebbe affatto immobile nella preparazione della prossima sfida nel capoluogo bruzio. «No, non siamo fermi al palo - chiarisce -. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati stanno già dialogando con continuità per arrivare a una sintesi condivisa. L’obiettivo è individuare al più presto un candidato capace di rappresentare l’intera coalizione. Prima riusciremo a fare sintesi e prima riusciremo a individuare il nome che possa ridare Palazzo dei Bruzi al centrodestra».
Nel corso dell’intervista, Bozzo guarda anche all’esperienza maturata dal centrodestra in Calabria, citando in particolare il caso di Reggio Calabria e il lavoro svolto dal segretario regionale azzirro Francesco Cannizzaro. Un modello che, secondo il dirigente forzista, potrebbe essere replicato anche nel capoluogo bruzio per arrivare a una proposta politica forte e competitiva.
Alla domanda sulla compattezza della coalizione, Bozzo non mostra dubbi. «Il centrodestra ha sempre avuto la caratteristica di presentarsi compatto al giudizio dei cittadini - afferma, richiamando sia l’esperienza del governo nazionale sia quella regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto -. Proprio il clima interno alla coalizione ci consentirebbe di costruire anche a Cosenza una squadra vincente».
Amministrative Cosenza 2027, l’assist di Bozzo a Spadafora
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda però il tema dei possibili candidati a sindaco. Bozzo apre infatti a una riflessione politica più ampia, suggerendo di valutare profili capaci di rappresentare i territori e il radicamento popolare della coalizione. Non solo nomi legati al suo partito, ma uno in particolare che guarda anche in casa degli alleati. Tra gli identikit citati c’è quello di Michelangelo Spataro, attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, ma soprattutto quello di Francesco Spadafora, che Bozzo definisce «una figura di grande consenso elettorale a Cosenza». «Da anni ormai in ogni elezione è tra i primi eletti della città», osserva il coordinatore azzurro.
Per Bozzo, la scelta di un candidato come Spadafora potrebbe rappresentare anche un messaggio politico preciso verso le aree sud della città e verso i quartieri popolari. «Il centrodestra potrebbe fare la stessa scelta del centrosinistra, puntando su persone presenti in tutti i quartieri della città» spiega ancora con un neppure tanto velato riferimento a Francesco De Cicco.
Le colline di Donnici sono il territorio d’origine di Francesco Spadafora e perimetro recentemente divenuto fucina di consensi per il centrodestra. «Forse sarebbe cosa buona tenere in considerazione un’ipotesi del genere - aggiunge Bozzo - del resto una candidatura espressione delle periferie e delle zone sud potrebbe rafforzare il legame con il territorio. Una scelta di questo tipo servirebbe anche a contrastare le polemiche del centrosinistra sul progetto del nuovo policlinico universitario ad Arcavacata e sarebbe la dimostrazione che il centrodestra non ha nessuna intenzione di abbandonare le zone a sud della città».
Infine, Bozzo richiama l’esperienza amministrativa dell’ex sindaco Mario Occhiuto, suo punto di riferimento politico, indicando la necessità di ripartire da quel percorso amministrativo per costruire il futuro della città.

