Ventisette euro e cinquanta centesimi per poter accedere con la propria auto o moto alla strada in cui si abita. È sul costo dei permessi per i residenti nelle nuove Zone a traffico limitato di Cosenza che si concentra l’attacco di Giacomo Mancini, componente della direzione regionale del Pd, che chiede all’amministrazione comunale di rivedere il sistema e, soprattutto, di ripensare complessivamente la politica della mobilità cittadina.

«Non stiamo parlando di una sanzione per chi viola una Ztl – sottolinea Mancini – ma di una somma richiesta a chi in quelle strade vive e deve semplicemente raggiungere la propria abitazione». Il Piano generale della sosta, ricorda l’esponente dem, prevede un contributo di 27,50 euro per ogni veicolo e per anno solare, indicato come rimborso delle spese amministrative. «La definizione formale non cambia la sostanza per il cittadino: sono altri soldi da pagare».

A finire nel mirino è anche il meccanismo temporale scelto per i nuovi permessi. Le Ztl diventano operative nel corso dell’anno, mentre le autorizzazioni mantengono la scadenza del 31 dicembre. Di conseguenza, sostiene Mancini, chi richiede il pass adesso potrebbe trovarsi a versare nuovamente la quota dal prossimo gennaio. «È davvero questo il modo di accompagnare una trasformazione della mobilità cittadina?», domanda.

C’è poi il nodo dei garage e dei posti auto privati situati all’interno delle zone sottoposte a limitazione. Mancini riferisce di aver ricevuto segnalazioni da cittadini ai quali il pagamento sarebbe stato richiesto anche per raggiungere il proprio garage. Una circostanza sulla quale sollecita un chiarimento da parte del Comune: «Le regole devono essere comprensibili, univoche e applicate allo stesso modo per tutti».

Ma la contestazione punta ad andare oltre i 27,50 euro. Per Mancini il problema riguarda il modello di città che si intende costruire. «Se la politica della mobilità si riduce a varchi, permessi e pagamenti, abbiamo perso in partenza». La proposta è quella di sostituire alla semplice moltiplicazione delle restrizioni un progetto organico di mobilità dolce, capace di rendere progressivamente meno necessario l’utilizzo dell'automobile.

Nella visione delineata dall'esponente del Pd, le aree pedonali dovrebbero essere collegate tra loro attraverso una rete continua, accompagnata da percorsi sicuri per pedoni e biciclette, un trasporto pubblico più efficiente e parcheggi di interscambio. A questo si aggiungerebbe una diversa progettazione dello spazio urbano, con più alberi, zone d’ombra e luoghi nei quali sia possibile non soltanto transitare, ma fermarsi e vivere la città.

«Non vogliamo una città nella quale sia semplicemente più difficile utilizzare l’automobile – chiarisce Mancini –. Vogliamo una città nella quale diventi più facile e conveniente non doverla utilizzare per ogni spostamento».

Una trasformazione che, secondo Mancini, dovrebbe produrre benefici anche per commercianti, bar, ristoranti e pubblici esercizi. L’obiettivo, sostiene, non dovrebbe essere quello di svuotare il centro dalle automobili senza offrire alternative, ma aumentare il numero delle persone che frequentano le strade e le piazze: «Quando una città è bella da percorrere a piedi e piacevole da vivere, ne beneficiano le famiglie, le attività commerciali, il turismo e l’intera economia urbana».

Da qui la richiesta di superare interventi frammentari e costruire una rete nella quale Ztl, isole pedonali, trasporto pubblico e parcheggi siano parti dello stesso disegno. «Non servono soltanto nuovi varchi – conclude Mancini –. Serve una visione. E noi abbiamo ben chiara la nuova direzione da da