Prima il programma, poi il candidato. È la linea indicata da Libertà è Democrazia in vista delle prossime elezioni amministrative a Cosenza.

Il movimento lancia un appello ai partiti moderati e del centro popolare, invitandoli a non accelerare sulla scelta del nome da candidare a sindaco e a evitare soluzioni definite nelle «segrete stanze».

La presa di posizione porta le firme del vicepresidente nazionale Eraldo Rizzuti, del responsabile dell’Area Sud Vincenzo Chiaramonte, del segretario regionale Calabria Alberto Vallone e del segretario provinciale di Cosenza Piero Lupo.

«Se qualcuno pensa di scegliere prima il candidato nelle segrete stanze e poi formare la coalizione, si sbaglia di grosso», affermano i quattro dirigenti.

«Non servono semplici coalizioni elettorali»

Per Libertà è Democrazia, il punto di partenza deve essere la costruzione di una proposta amministrativa condivisa.

«A Cosenza non servono più semplici coalizioni elettorali, ma la condivisione di un programma amministrativo reale, credibile e concreto, da sottoporre al giudizio dei cittadini».

Il movimento precisa di non essere interessato a «meri accordi di facciata», ma alla definizione di un progetto capace di intervenire sul ruolo politico, culturale e sociale della città.

«Bisogna decidere prima di tutto chi siamo, quanti siamo, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare», proseguono Rizzuti, Chiaramonte, Vallone e Lupo.

Il candidato solo dopo

La scelta della figura chiamata a guidare la coalizione, secondo il movimento, dovrebbe arrivare soltanto in un secondo momento.

«Non dobbiamo commettere mai più gli errori del passato: la figura a cui affidare il compito di attuare il programma deve essere scelta solo successivamente, in modo collegiale e senza imposizioni dall’alto».

Libertà è Democrazia si dice pronta a partecipare alla costruzione di questo percorso, ma mette anche un paletto netto sul metodo.

«Se si deciderà di intraprendere questa strada siamo pronti a dare il nostro contributo senza riserve. Al contrario, ci opporremo con fermezza alla continuazione di vecchi metodi che hanno già provocato danni profondi, lasciando dietro di sé solo cumuli di macerie».