La vittoria alle Suppletive in accoppiata con Cannizzaro e la presentazione del libro di quest’oggi lanceranno la volata nazionale del governatore? Intanto il segretario nazionale mostra nervosismo e non nasconde più le crepe nel partito
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«Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente», diceva qualcuno che di rivoluzioni se ne intendeva. Grande è la confusione nei cieli di Forza Italia, dove i 90 anni del Cavaliere sono stati festeggiati in ordine abbastanza sparso: con il segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani, lontano a Bruxelles; alcuni suoi luogotenenti (come il neo coordinatore regionale della Campania, Martusciello) che festeggiavano a Napoli e la famiglia Berlusconi ad Arcore. Ognuno, insomma, per i fatti suoi.
Questa è la dimostrazione plastica delle varie anime che stanno coabitando in questo momento Forza Italia e delle quali Roberto Occhiuto vorrebbe approfittare. Incassato l'ottimo risultato ottenuto nel collegio numero 5 di Reggio Calabria, dove è riuscito a prendere a sassate il generale Vannacci, Roberto Occhiuto lancia la sua scalata nazionale al partito. Lo farà a partire dal libro “Il coraggio di governare”, che verrà presentato oggi alla Galleria Alberto Sordi di Roma; e forse non è un caso che per il debutto letterario abbia scelto proprio la capitale.
Il libro lo presenterà insieme al giornalista Davide Parenzo, uno che di certo può essere tacciato di tutto tranne che di essere un giornalista d'area. Insomma, un modo per ribadire anche plasticamente quello che Occhiuto va dicendo da tempo: l'esigenza di allargare la base elettorale di Forza Italia al centro moderato e di puntare a un cambio generazionale. Non è un caso che Occhiuto insista molto, per esempio, su una specie di no tax area per gli under 35, e quando lo dice non pensa soltanto ai giovani calabresi, ma a quelli di tutto il Paese. Mentre impazza su tutte le reti Mediaset, l'obiettivo non dichiarato sembra proprio quello di allargarsi dal semplice ruolo di amministratore.
Lo scontro interno a Forza Italia sembra essere davvero alle battute finali. Lo dimostra anche il nervosismo dello stesso Antonio Tajani che, finora abbastanza moderato, adesso sta alzando l'asticella parlando apertamente dei congressi e della necessità di contarsi, attaccando quelli che lui definisce uomini che «mettono zizzania sui giornali» — con un chiaro riferimento al ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e a Giorgio Mulè, due personaggi molto vicini a Roberto Occhiuto. A nessuno è sfuggita la sua assenza la notte della vittoria elettorale a Reggio. Eppure veniva eletto il tesoriere del partito. Eppure la contesa aveva assunto un valore politico nazionale.
Più in generale in Forza Italia si assiste da tempo ad un dialogo/scontro a distanza. Da un lato c'è' Occhiuto che dai media nazionali spiega come il partito abbia la necessità di allargarsi a mondi socioeconomici e anagrafici nuovi; dall'altro c'è Tajani che non ha nessuna voglia di mollare e sfida i dissidenti sul terreno delle tessere «ci sono i congressi - dice - chi vuole può candidarsi». Peccato che Marina abbia stoppato la voglia di conta di Tajani che prova a blindare la segreteria con congressi regionali scontati. Allora al vicepremier non resta che guardare con un pizzico di invidia al collega Salvini che invece ha potuto autoconvocarsi un congresso tanto straordinario quanto blindato prima del voto. Occhiuto invece è pronto per il suo lungo tour, conscio che il tempo gioca a suo favore.


