Dopo la revoca degli arresti domiciliari, disposta d’ufficio dallo stesso gip, il sindaco di Corigliano Rossano è stato travolto dal calore di tantissima gente che dimostra una leadership vera. Fratelli d’Italia non commenta, il Movimento Cinquestelle si morde le mani per il suo lungo silenzio
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La storia di questo Paese dovrebbe insegnare che mischiare politica e giustizia non conviene mai, perché le strade di quest’ultima sono imperscrutabili. Così la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Flavio Stasi ha conosciuto un esito improvviso con la stessa gip Fabiana Giacchetti che ha disposto la revoca dei domiciliari per il sindaco di Corigliano Rossano.
È stato in quel momento che molti hanno toccato con mano la popolarità del giovane sindaco testimoniata da striscioni “Siamo tutti Flavio”, gente che ha atteso sotto casa l’arrivo di Stasi e comunicati di felicitazioni a tutto spiano. Chi pensava che l’inchiesta potesse azzoppare politicamente Stasi si è sbagliato di grosso, quindi. Si è registrata invece qualcosa che va oltre la solidarietà che spesso viene data in automatico in Italia.
Soprattutto i maggiorenti di Fratelli d’Italia che dopo l’arresto erano stati i più giustizialisti sulla vicenda piegandola alle loro tesi politiche. Ricordiamo l’intervento del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e anche il video del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Gli interventi avevano un filo comune ovvero legare l’inchiesta Ginestra con le infiltrazioni criminali nelle recenti proteste degli autotrasportatori e agricoltori calabresi. Il sillogismo era che siccome Stasi aveva partecipato ai presidi in Calabria ed era stato arrestato (si era costituito dissero curiosamente entrambi) per scambio politico-mafioso allora quei presidi erano infiltrati dalla criminalità. Naturalmente dopo la scarcerazione del sindaco non si registra da quella parte politica nessun commento.
Quelli del M5s, invece, si sono salvati per il rotto della cuffia. Dopo giorni di silenzio dovuto alla prudenza eccessiva di Giuseppe Conte, finalmente su pressione dei vertici locali hanno diramato un comunicato senza firme dal contenuto però abbastanza sibillino. Nella nota si legge che «chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di offrire piena collaborazione e disponibilità a fornire ogni chiarimento necessario. Apprendiamo che Flavio Stasi ha scelto di farlo, mettendosi a disposizione». Qualsiasi cosa intendevano dire di certo non hanno fatto bella figura.
In realtà Conte su tutti è stato condizionato proprio dal discorso del capogruppo di Fdi nella parte in cui ha tirato in ballo i leader del centrosinistra. Li ha provocati dicendo che erano rimasti in silenzio rispetto a quell’arresto. «Direte che era un civico - ha detto Bignami - allora cos’era? Concorso esterno?». Questo per capire un po’ il clima che evidentemente ha impaurito Conte. Anche perché quando c’è di mezzo la criminalità organizzata e la mafia tutti si guardano la mano.
I retroscenisti parlano di diverse riunioni da remoto fra Conte, Vittoria Baldino, Pasquale Tridico ed Elisa Scutellà per scongiurare addirittura che il MoVimento uscisse dalla maggioranza a sostegno di Stasi. La mediazione ha portato al comunicato di cui abbiamo già scritto.
Tutte questioni che avranno un peso nel futuro politico di Stasi, al netto della vicenda giudiziaria che è ancora nella fase delle indagini preliminari. Non a caso il sindaco nel commentare la revoca della misura che lo ha colpito ha detto che ci sarà tempo per parlare di tante cose, ma oggi è solo il momento di festeggiare.
Fra le cose su cui riflettere ci saranno anche gli equilibri politici futuri a Corigliano Rossano? Intanto un punto è certo: se a livello nazionale il campo progressista è ancora alla ricerca di un leader, in Calabria sembra averlo trovato.



