Dai 100mila euro per ripopolare i borghi ai 14,8 milioni destinati alla voce “difesa”: esplode il caso degli stanziamenti. Tridico critica la scelta, il Pd incalza, ma Occhiuto respinge tutto: «Andranno alla Protezione civile, studiate»
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Era il 10 settembre scorso. In piena campagna elettorale Roberto Occhiuto lanciava la sua idea per ripopolare i borghi delle aree interne. Centomila euro per chi decide di venire a vivere in Calabria . Uno stanziamento, diceva nel suo reel, «perché qualche giorno fa è stato depositato il nuovo regolamento per la revisione di medio periodo delle risorse dell'Unione europea, e si è deciso che si possono spendere o per il ReArm, ea noi questo non interessa per il social housing o per l'idrico». Così diceva Occhiuto. Per questo qualcuno è saltato sulla sedia quando ha scoperto che la Calabria ha stanziato 14,8 milioni del nuovo programma proprio al Re Arm.
I dati dicono che siamo i secondi in Italia dopo la Sicilia che ha stanziato addirittura 200 milioni. Seguono la Basilicata (13,7 milioni), Abruzzo (11,2 milioni), Lombardia (7,5 milioni) e Molise (1,9 milioni). Ovviamente queste cifre sono assolute e devono essere lette in termini percentuali nello stanziamento totale di fondi da parte dell'Ue.
Tridico: «Altri governatori hanno contestato la scelta e Occhiuto no»
La notizia ha fatto infuriare l'europarlamentare, e il concorrente di Occhiuto alle ultime regionali, Pasquale Tridico. «Il punto politico non è la dimensione della cifra, ma il segnale che questa scelta produce. La politica di coesione nasce per ridurre i divari territoriali e sostenere lo sviluppo, le infrastrutture e le coesione sociali. Con la revisione avviata nel 2025 ed entrata nella fase operativa nel 2026, questi fondi vengono invece progressivamente aperti anche a priorità di sicurezza e difesa, modificando in profondità il loro perimetro originario. Quei 14,8 milioni di euro rappresentano una cifra troppo limitata per essere una svolta strategica, ma troppo significativa per essere liquidata come dettaglio tecnico. Proprio per questo la Calabria diventa uno dei casi più leggibili di una trasformazione più ampia: i fondi di coesione non vengono più usati soltanto per ridurre i divari territoriali. Questo è un errore che rischiano di pagare soprattutto i territori che avrebbero più bisogno di sviluppo. La Calabria ha ancora strade che franano, rubinetti a secco e paesi che si svuotano. Non è questo il momento di guardare altrove ei cannoni non riempiono gli acquedotti».
Sentito telefonicamente, Tridico aggiunge che le Regioni non erano obbligate a investire in questa direzione. «Occhiuto ha sempre vantato ottimi rapporti con il Governo nazionale, quindi non può dire di aver subito questa scelta. Lo ha fatto evidentemente, in maniera consapevole. Aggiungo che qui a Bruxelles i Governatori di Lombardia e Liguria, Fontana e Bucci, anche loro di centrodestra, hanno contestato il ministro Fitto per la rimodulazione dei fondi europei. Perché Occhiuto non l'ha fatto, anzi si è adeguato?».
Il Pd: «Il governatore pensa ai diktat romani e non alla Calabria»
Sulla stessa scia il gruppo del Pd in consiglio regionale. «Il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto è chiamato a operare scelte coerenti con i bisogni reali del territorio e dei cittadini calabresi non a rispondere al diktat romani. E tra questi, il più urgente resta il rafforzamento del sistema sanitario: ospedali efficienti, tecnologie moderne, personale qualificato e una rete di assistenza capace di rispondere con tempestività e competenza. Destinare risorse alla difesa mentre persistono criticità strutturali nella sanità regionale rischiando di generare un disallineamento tra indirizzo politico e interesse pubblico. Perché la vera “sicurezza” dei cittadini, in Calabria, passa prima di tutto dalla tutela della salute. Alla fine, ogni scelta pubblica racconta una visione. E oggi i calabresi non chiedono strategie lontane, ma risposte vicine. Non chiediamo scenario, ma cura. Non chiediamo priorità astratte, ma diritti concreti. La sfida più urgente non si combatte ai confini: si combatte nei reparti, nelle corsie, nelle attese troppo lunghe. Ed è lì che una regione misura davvero la propria capacità di prendersi cura dei suoi cittadini».
Occhiuto: «Polemiche ridicole, tornino a studiare»
Alle critiche ha risposto lo stesso presidente Occhiuto con il suo solito aplomb verso le opposizioni. «Leggo polemiche ridicole, mosse evidentemente da chi parla senza studiare: uno spettacolo francamente imbarazzante. Non è assolutamente vero che la Regione Calabria abbia destinato 14,8 milioni di euro dei fondi europei di sviluppo e coesione per spese di difesa: si tratta di una fake news. Quelle risorse sono invece stata finalizzate, grazie a una nostra abile rimodulazione, al rafforzamento della Protezione Civile, un ambito cruciale per il nostro territorio» .
In effetti la voce difesa è molto generica, dietro si può nascondere tutto e nulla. Anche un'opera strategica può essere annoverata sotto questa voce. Proprio questo sembra essere il caso calabrese. «Gli interventi finanziabili, contrariamente a quanto sostenuto in modo fuorviante - spiega Occhiuto - sono esclusivamente indirizzati a compiti civili in risposta a calamità naturali. Ad ulteriore conferma della finalità esclusivamente civile, la gestione degli interventi sarà affidata al Dipartimento di Protezione Civile, con l'obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione attraverso il potenziamento dei mezzi e delle attrezzature specialistiche, nonché lo sviluppo di sistemi integrati di monitoraggio, allertamento e prevenzione multirischio, anche tramite tecnologie digitali e soluzioni innovative. Queste risorse serviranno anche per l'acquisto di mezzi polivalenti, moduli per l'assistenza alla popolazione, mezzi antincendio, mezzi per interventi in emergenza per eventi idrogeologici, tutti in dotazione al sistema di Protezione Civile regionale, che poi di volta in volta saranno a disposizione dei Comuni».
Infine l'affondo al Pd. «Di fronte a tutto questo, c'è chi si limita a polemizzare e chi, come noi, sceglie di intervenire concretamente e con competenza tecnica per migliorare la capacità di risposta e prevenzione. È evidente, inoltre, che queste risorse non possono essere destinate alla sanità, perché stanziate dall'Europa per altri capitoli di spesa: ma c'è chi preferisce alimentari paure strumentali e irresponsabili invece di riconoscere un intervento utile e necessario per la sicurezza dei cittadini».


