Il via libera del Consiglio Lavori Pubblici dà un’accelerata all’opera, a settembre si libera la guida dell’Anac che potrebbe rappresentare la casella di scambio con Matteo Piantedosi
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Il Viminale e il Ponte sullo Stretto. Su queste due leve Matteo Salvini punta per risollevare la Lega e frenare gli attacchi a destra di Vannacci e quelli interni al suo stesso partito.
Per quanto riguarda l’opera simbolo del suo Ministero, la procedura va avanti con successo. L’Assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il suo via libera al progetto del Ponte sia pure con una serie di prescrizioni. La deliberazione spiana la strada all'ultimo passaggio:la nuova delibera Cipess. Fra qualche giorno l'intera documentazione relativa al Ponte sarà di nuovo trasmessa alla Corte dei conti. Il Governo e la “Stretto di Messina” ritengono di aver adempiuto ai rilievi espressi dai giudici contabili quasi un anno fa. Il parere dei magistrati contabili dovrebbe arrivare fra settembre e ottobre.
Proprio quest’arco di tempo sarà particolarmente delicato per Salvini in quanto a settembre scadrà anche il mandato del presidente dell'Anac, Giovanni Busia. La postazione, anche nei pensieri della premier Meloni preoccupata di trovare un argine al Generale Vannacci, può essere buona per un passaggio di consegne indolore. Sfumata la nomina all’Europol, all’Autorità anticorruzione potrebbe andare Matteo Piantedosi che in fondo è un tecnico, un Prefetto mentre al Viminale andrebbe appunto Salvini che da sempre sogna il ruolo potrebbe portare avanti politiche di sicurezza che incarnino le vecchie parole d’ordine del Carroccio togliendo terreno sotto i piedi a quelli di Futuro Nazionale.
Sarebbe la quadra che finora non si è trovata anche per le resistenze di Forza Italia e Fratelli d’Italia che non vedono di buon grado una sorta di rimpasto ad personam. Ma le attuali circostanze politiche lo impongono o quasi. Il tradizionale raduno di Pontida è in calendario sul finire di settembre. E sarebbe quella la data buona per il grande annuncio, sul pratone «sacro» degli ex padani, tra i militanti altrimenti smarriti. un annuncio così sarebbe l’ennesima fiche per rimandare le rese dei conti interne. Ma soprattutto, dall’entourage del segretario, sono convinti che alla guida del Viminale ci sia la possibilità di recuperare consensi e restare persino agganciati al 10%. Soprattutto se si può da un lato mettere sul piatto nuove politiche di sicurezza e dall’altro rivendicare la realizzazione del Ponte sullo Stretto o almeno del suo progetto.
10% quindi come traguardo. A questa cifra il futuro farebbe meno paura, per Salvini, ma anche per Giorgia Meloni che ha bisogno che gli alleati della coalizione tengano per non piegarsi all'incalzare di Vannacci.

