Un ospedale non è un semplice edificio e nemmeno un solo luogo di cura più o meno avanzato. È soprattutto un attrattore urbanistico. Intorno al vecchio plesso dell’Annunziata, realizzato negli anni ‘30, è nato uno dei quartieri più belli di Cosenza per la sua architettura razionalista, fra le case dei postelegrafonici e gli insediamenti degli anni ‘60. Intorno tutto un comprensorio economico, fino al quartiere della Riforma, che sull’ospedale vive.

Ecco perché ha fatto bene la professoressa Gilda De Caro a porre, durante la presentazione del nuovo ospedale cittadino martedì scorso, la questione urbanistica del continuo trasferimento di funzioni a Nord della città, in quella Rende che ha fatto le barricate contro il referendum per la città unica, salvo poi prendersi l’ospedale che sulla carta viene definito di Cosenza.

Le preoccupazioni della De Caro non sono campate in aria, ma sono supportate da dati demografici. Cosenza è lontanissima dal suo picco storico di abitanti registrato negli anni ‘80 (106.000) e attualmente registra, sulla carta, 63.395. Fra l’altro con una età media in crescita: i dati Istat parlano di 46 anni e mezzo. Spostare l’ospedale Hub da Cosenza significa produrre un nuovo esodo e trasformare tutta l’area sud cittadina in una nuova città vecchia.

Esiste, insomma, una “questione Cosenza” che la politica dei vari livelli istituzionali dovrebbe affrontare. Anche perché la questione è antica. Proprio a partire dalla fine degli anni ‘80, complice anche il blocco del piano regolatore della città dei Bruzi, la Democrazia Cristiana aveva posto il tema politico del controbilanciamento a Sud dell’area urbana cosentina.

Il tema oggi è affrontato senza grande succo. Al particolare convegno sulla presentazione del nuovo ospedale, Roberto Occhiuto ha risposto alla professoressa De Caro dicendo di non essere un urbanista e che le scelte di questo tipo spettano al sindaco.

Dal canto suo il sindaco, Franz Caruso, ha risposto al convegno organizzato dal circolo Pd “Marica Zuccarelli” invitando alla mobilitazione popolare e parlando di scippo. Un atteggiamento più da agitprop che da rappresentante istituzionale. Da un lato sembra strano che il sindaco si sia accorto solo in occasione del convegno dello scippo. Lo stesso Caruso il 29 maggio del 2024 dichiarava che era finito il tempo delle attese «ho detto al presidente (Occhiuto, ndr) di farlo dove vuole purché si realizzi». Non proprio una posizione intransigente.

Del resto di incontri sul tema fra la Regione e il Comune di Cosenza non se ne sono registrati. La firma alla Cittadella del protocollo d’intesa sul nuovo ospedale ha visto come protagonisti il sindaco di Rende, Sandro Principe, il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco e lo stesso presidente Occhiuto. Anche al convegno del circolo Pd in cui Occhiuto ha presentato il rendering del nuovo ospedale di Cosenza, che si farà a Rende, Franz Caruso non è stato invitato.

Scortesie istituzionali che nascondono giochi politici più o meno occulti, prove di forza di Roberto Occhiuto che va avanti dritto per la sua strada. Ci chiediamo però cosa abbia fatto il Comune di Cosenza per avere un incontro istituzionale sul tema.

Durante il convegno, ad esempio, Carlo Guccione, ha posto alcune ipotesi. La prima creare un’azienda simile alla Dulbecco con l’hub dell’Annunziata che lavori parallelamente all’azienda universitaria ospedaliera di Arcavacata. La seconda trasformare l’Annunziata in un centro di ricerca sulle cure più avanzate col supporto dell’università. Ipotesi di cui non conosciamo la praticabilità: ma al di là della mobilitazione popolare contro un iter ormai molto avanzato, quali sono le proposte di Palazzo dei Bruzi?

Quando è partito il progetto del nuovo ospedale, amministrazione regionale a guida Oliverio, l’allora sindaco Mario Occhiuto ha avuto una interlocuzione serrata con la Regione arrivando a spuntare un accordo quadro su Cosenza.

Lo ripetiamo allora. Sul piatto c’è una questione, che abbiamo definito “questione Cosenza” che dovrebbe chiamare in causa diversi attori istituzionali per individuare una soluzione. Il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, suo fratello Mario, attuale senatore della Repubblica, il senatore di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso e il sindaco della città Franz Caruso. Loro in primis, per ruoli istituzionali, dovrebbero sedersi intorno a un tavolo per dirimere una questione urbanistica centrale per il futuro della città in cui sono nati. Per programmare una funzione nuova per Cosenza prima che arrivi sotto i quarantamila abitanti.