Il circolo “Marica Zuccarelli” chiede che l’appuntamento del 16 e 17 ottobre apra una discussione sulla linea regionale del partito dopo le suppletive di Reggio Calabria: «Dopo l’ultimo test elettorale niente può rimanere come prima»
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La Festa de l’Unità in programma a Cosenza il 16 e 17 ottobre non dovrà occuparsi soltanto delle prossime elezioni amministrative in città. Per il direttivo del circolo PD “Marica Zuccarelli” l’appuntamento deve diventare anche l’occasione per aprire «un confronto senza veli» sullo stato del Partito democratico e, più in generale, del centrosinistra calabrese.
A riaccendere il dibattito interno è il risultato delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio Reggio Calabria-Locri. Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, è stato eletto con il 51,02% dei voti, mentre Frank Benedetto, sostenuto dal campo largo, si è fermato al 36,59%. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, ha ottenuto il 10,94%. L’affluenza è stata del 22,34%.
«Una sconfitta senza attenuanti»
Il circolo cosentino legge quel risultato come l’ultimo segnale di una difficoltà politica che, a suo giudizio, non può più essere considerata episodica.
«Il minoritarismo elettorale del centrosinistra in Calabria si va consolidando come dato strutturale e non più di fase o contingente», sostiene il direttivo, che parla di un «pesante deficit di classe dirigente e di proposta politica».
Nel documento viene messo in discussione anche il presupposto secondo cui la semplice unità delle forze di opposizione possa essere sufficiente per tornare competitivi. L’alleanza viene considerata necessaria, ma non più sufficiente senza una proposta politica riconoscibile e una classe dirigente capace di rappresentarla.
Il confronto numerico con le Politiche del 2022, richiamato dal circolo, va tuttavia letto tenendo conto del diverso perimetro delle coalizioni. Quattro anni fa, nello stesso collegio, il centrodestra ottenne il 47,60%, mentre il centrosinistra tradizionale si fermò al 20,99%; il Movimento 5 Stelle, allora presentatosi separatamente, raccolse un ulteriore 20,38%. Nel 2026 Benedetto era invece sostenuto da una coalizione più ampia che comprendeva anche il M5S.
La critica alla linea regionale
Secondo il circolo “Marica Zuccarelli”, il problema sarebbe però più ampio del risultato delle suppletive.
Il documento parla di una progressiva perdita di competitività del centrosinistra nelle diverse tornate elettorali calabresi e individua una delle cause in quella che definisce una «subalternità istituzionale, politica e culturale» nei confronti del centrodestra.
La critica investe direttamente il rapporto con il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Secondo il circolo, sarebbe il governatore a dettare l’agenda politica regionale, mentre il centrosinistra si limiterebbe troppo spesso «a commentare, a rincorrere», senza riuscire a imporre proprie proposte sulle principali emergenze calabresi.
Anche durante la campagna elettorale di Reggio Calabria, sostiene il direttivo, il campo largo avrebbe assunto un ruolo prevalentemente passivo, confidando anche nelle divisioni a destra determinate dalla candidatura di Futuro Nazionale. Il voto ha comunque consegnato il seggio al candidato del centrodestra con oltre quattordici punti di vantaggio sul candidato del campo largo.
«Serve una discontinuità»
Il giudizio più severo riguarda la struttura stessa del Partito democratico calabrese.
Per il circolo cosentino «il tempo è abbondantemente scaduto» e sarebbe necessario «un netto cambiamento di rotta rispetto alla direzione impressa al PD negli ultimi anni», attraverso una «audace azione di discontinuità organizzativa e politica».
Nel documento viene contestato anche il funzionamento interno del partito, che secondo gli estensori sarebbe condizionato da «ambizioni carrieristiche ed elettoralistiche» e da una insufficiente vita democratica.
La richiesta è quella di riportare al centro del progetto politico i problemi economici e sociali della Calabria, costruendo una proposta che non si esaurisca nella critica all’azione della maggioranza regionale.
L’appello in vista della Festa de l’Unità
È su questi temi che il circolo “Marica Zuccarelli” vuole aprire la discussione durante la Festa de l’Unità di Cosenza.
L’obiettivo dichiarato è sollecitare «un percorso costituente coraggioso, aperto e di vera discontinuità», capace di rilanciare il ruolo del PD nella società calabrese e di costruire una proposta alternativa al centrodestra.
Per il direttivo, dopo il voto di Reggio Calabria non sarebbe più sufficiente intervenire attraverso semplici aggiustamenti organizzativi. La richiesta è quella di una revisione più profonda della linea politica e del modello di partito.
Il giudizio conclusivo è particolarmente duro: senza questo cambio di passo, sostiene il circolo, il rischio è «certificare la definitiva e irreversibile irrilevanza del PD e del centrosinistra in Calabria».

