«Sulle dichiarazioni diffuse in queste ore dalla maggioranza in merito alla nuova viabilità cittadina c’è un passaggio che non può e non deve passare sotto silenzio: quello relativo alla Polizia Locale. Affermare che “finalmente si vedono le divise per strada dopo oltre dieci anni” non è una semplice frase infelice. È, invece, un’offesa istituzionale e morale nei confronti di una categoria che in questi anni ha continuato a garantire presenza, servizio, sacrificio e operatività sul territorio, spesso in condizioni organizzative non semplici e con carichi di lavoro rilevanti e che invece al momento viene reclutata con ordinanze per sopperire ad un’urgenza che riguarda la viabilità, attestandone, quindi l’effettiva necessità e criticità». È quanto dichiara la consigliera di minoranza derl Comune di Cosenza Stefania Galassi, in merito alla nota del vicesindaco Liparoti e dell’assessore ai Tasporti Cuzzocrea.

«La domanda è inevitabile: prima, allora, cosa facevano? Erano forse assenti? Non svolgevano servizio? Non si occupavano di incidenti, sicurezza stradale, controlli, presidio urbano, viabilità, tutela del territorio, attività amministrativa, commercio, edilizia e supporto alle emergenze? La verità è un’altra: la Polizia Locale ha sempre lavorato, anche quando qualcuno oggi prova a riscrivere la realtà per esigenze di narrazione politica. La Polizia Locale non appartiene alla maggioranza di turno, ma alla città. Non è un trofeo da esibire per legittimare una scelta amministrativa.

Perché se oggi si sostiene che “adesso si vedono”, il messaggio che passa è che prima non facessero il proprio dovere. Ed è un messaggio scorretto verso chi, in silenzio, ha garantito negli anni ordine, presenza e continuità amministrativa. Se oggi si è deciso di concentrare risorse e personale sulla nuova viabilità si ammetta con chiarezza la criticità ma non lo si faccia insinuando che, fino a ieri, il Corpo fosse in strada!! Anche il provvedimento relativo alla deliberazione dell’ordinanza n.68 del 19.03.2026 (avente ad oggetto la modifica della viabilità e la rimodulazione sperimentale dei percorsi del trasporto pubblico urbano, extraurbano e interregionale), si ritiene ulteriore strumento di confermato riconoscimento (indiretto) dell’ criticità viaria a seguito delle inefficaci modifiche apportate».