Il senatore di Fratelli d'Italia difende la sua battaglia sulle inefficienze dell'Asp di Cosenza e annuncia un esposto dopo il silenzio dei vertici
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Non si placano le tensioni politiche attorno a uno dei nervi scoperti più sensibili del sistema sanitario calabrese, dove il diritto alla cura si scontra quotidianamente con i disagi burocratici e i ritardi diagnostici. Al centro del nuovo scontro verbale ci sono il senatore di Fratelli d'Italia Ernesto Rapani e la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, protagonisti di un botta e risposta infuocato sul tema cruciale delle liste d'attesa nell'area cosentina e nella gestione delle strutture territoriali.
La replica di Rapani: «Il silenzio sulle inefficienze è complicità»
Il botta e risposta nasce dalle recenti dichiarazioni della esponente pentastellata, che aveva criticato gli interventi del parlamentare. Una presa di posizione rispedita al mittente da Rapani, il quale ha rivendicato con fermezza la bontà delle proprie denunce istituzionali. Nel replicare, il senatore ha richiamato i dati dell'Agenas che attestano una riduzione complessiva delle liste d'attesa su base nazionale grazie ai provvedimenti del Governo, evidenziando tuttavia il netto divario riscontrato a livello locale.
«Capisco che la comprensione del testo non sia sempre semplice, per questo provo a ribadire un concetto elementare», esordisce il parlamentare, sottolineando come in realtà come l'Asp di Cosenza e Corigliano-Rossano i cittadini siano costretti ad attendere mesi, o addirittura fino al 2027, per una semplice prestazione diagnostica. «Se c'è una realtà che non rispecchia il dato nazionale, il dovere di un parlamentare è denunciarla, non nasconderla sotto il tappeto».
Lo scontro politico e la visione istituzionale
Il confronto tra i due rappresentanti politici si sposta rapidamente su un piano più ampio, toccando il metodo e la funzione stessa della rappresentanza pubblica. Secondo Rapani, la divergenza di vedute affonda radici profonde e culturali.
«La differenza tra me e la consigliera Scutellà è culturale, prima ancora che politica. Io non ho una visione corporativa della politica», afferma il senatore, aggiungendo di non considerare il proprio ruolo finalizzato alla difesa aprioristica di un sistema quando questo mostra falle strutturali. «Nel Movimento 5 Stelle, invece, sembra prevalere una logica diversa: ogni denuncia viene letta come un attacco alla propria parte politica e la risposta arriva puntuale, automatica, sempre orientata a difendere lo schieramento anziché affrontare il problema».
L'esposto e la richiesta di trasparenza all'Asp di Cosenza
La polemica non si ferma alla dialettica politica ma si traduce in atti concreti legati alla tutela dei pazienti. Di fronte al prolungato silenzio registrato da parte della dirigenza dell'Asp in merito alle criticità segnalate, il parlamentare di Fratelli d'Italia ha confermato l'intenzione di procedere con un esposto formale per accertare eventuali responsabilità e pretendere risposte trasparenti.
«Io continuerò a fare ciò che ritengo sia dovere di un rappresentante delle istituzioni: denunciare le inefficienze, pretendere trasparenza e chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità», conclude Rapani, ribadendo che «la critica fine a sé stessa non migliora la sanità» e che «in politica la denuncia è un dovere, mentre il silenzio sulle inefficienze rischia di trasformarsi in connivenza».

