L’ex docente Unical, oggi parlamentare dem, in concomitanza della direzione nazionale che ratificherà il suo incarico di commissario di Fedarazione, domani incontrerà il sindaco e altri dirigenti locali del partito. Tra i suoi compiti ricomporre la frattura tra i due gruppi consiliari
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In concomitanza con la direzione nazionale del Partito Democratico nel corso della quale verrà ratificato il suo incarico, il nuovo commissario della Federazione di Cosenza Claudio Stefanazzi viaggerà verso la città Bruzi. Per domani, infatti, è previsto il suo ritorno all’ombra della Sila nel territorio dove ha già lavorato nel ruolo di docente dell’Unical. Stavolta non avrà studenti a cui parlare, ma una pletora di dirigenti dem, o aspiranti tali, con cui proverà a rilanciare un partito divenuto la brutta copia di se stesso. Di certo, vittima di correnti.
L’incontro più importante in agenda è una visita istituzionale: stringerà la mano di Franz Caruso, inquilino principale di Palazzo dei Bruzi a caccia di sponde significative per blindare la sua ricandidatura. A prescindere da ciò che decideranno Pd, M5S e il gruppo del consigliere regionale Francesco De Cicco (Avs ha già comunicato che non lo supporterà a prescindere, ndr), il primo cittadino sarà della partita. Probabile che nel colloquio col neo commissario l’argomento venga solo sfiorato per essere affrontato successivamente.
Al riguardo, proprio nei giorni scorsi, c’è stata un’interlocuzione tra i tre segretari regionali del “campo largo”. Nicola Irto, Anna Laura Orrico e Fernando Pignataro hanno discusso di come operare in vista delle Amministrative di Catanzaro e Cosenza, ben consapevoli che si tratta di partite che verranno giocate su tavoli romani e che avranno una rilevanza nazionale.
Tornando alla toccata e fuga di Claudio Stefanazzi a Cosenza, in agenda ci sono anche altri incontri, più che altro introduttivi, con i capigruppo delle due formazioni consiliari del Partito Democratico e con altri esponenti locali. L’anomalia di due Pd all’interno della stessa maggioranza è fumo negli occhi per chi, in vista delle Politiche, vorrebbe unità d’intenti sui territori così da sprigionare una forza propulsiva a livello nazionale. Trovare un’intesa non sarà semplice, al netto delle divergenze emerse negli ultimi mesi. Se ne riparlerà, ad ogni modo, dopo che in Parlamento verrà sbrogliata la matassa della nuova legge elettorale.


