Longevità cognitiva: cosa ci insegnano i piccoli borghi” è il titolo dell’edizione 2026 del Festival della Dieta Mediterranea, organizzato ad Aiello Calabro, dall’associazione dei biologi e nutrizionisti calabresi. Cuore scientifico della manifestazione è stato il convegno nazionale “Dieta Mediterranea, invecchiamento e longevità – Nutrire la mente, vivere a lungo”, svoltosi presso il teatro comunale di Aiello Calabro.

Il convegno ha affrontato alcuni dei temi centrali della ricerca sull’invecchiamento e sulla prevenzione: neurobiologia dell’invecchiamento sano, prevenzione delle demenze, genetica ed epigenetica, riserva cognitiva, microbiota intestinale, nutrizione applicata, geriatria e gestione della fragilità.

Il sindaco Luca Lepore: «Occasione straordinaria per mostrare le bellezze di Aiello Calabro»

«Attraverso questo evento di rilievo nazionale abbiamo valorizzato il centro storico di Aiello Calabro, uno dei borghi più belli d'Italia, richiamando nuovi visitatori che hanno avuto così la possibilità di scoprire, conoscere e apprezzare il patrimonio artistico e culturale del nostro paese. Inoltre, abbiamo promosso i prodotti del territorio, che sono alla base della dieta mediterranea»

"Longevità cognitiva, cosa ci insegnano i piccoli borghi" è il titolo della edizione 2026 del festival della dieta mediterranea, organizzato ad Aiello Calabro dall'associazione dei biologi e nutrizionisti della Calabria.

Il direttore scientifico Saverio Bruni: «I piccoli borghi preservano la longevità cognitiva»

«Abbiamo deciso di dedicare questa edizione del Festival della Dieta Mediterranea ad argomenti come longevità, invecchiamento, malattia neurodegenerativa, con un panel affidato agli interventi di professori universitari, scienziati, nutrizionisti provenienti da diverse università italiane. Inoltre, Aiello Calabro si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di longevità a cielo aperto, dove colleghi nutrizionisti ed esperti hanno tenuto laboratori sensoriali, di composizione corporea, offrendo gratuitamente consigli utili e preziosi ai visitatori interessati». 

Il direttore scientifico Saverio Bruni spiega così la scelta di Aiello Calabro come sede del Festival della Dieta Mediterranea: «Nei piccoli borghi si vive in maniera diversa, si vive lentamente, i fattori stressogeni si riducono drasticamente, c’è meno inquinamento, la comunità diventa una piccola famiglia. Per questo abbiamo scelto di organizzare il festival ad Aiello Calabro, un piccolo borgo nella provincia di Cosenza».

Il geriatra Andrea Corsonello: «Proteine vegetali e sport alleati della massa muscolare»

«La letteratura scientifica internazionale ci dice che la dieta influenza in maniera significativa sia la funzione cognitiva che quella fisica e peraltro svolge un'azione molto importante per quanto riguarda la fragilità che non è un concetto statico ma dinamico, e come tale può essere sottoposto a miglioramento proprio attraverso interventi nutrizionali come la dieta mediterranea. Attraverso l'utilizzo di questo strumento molto importante siamo in grado di rallentare la perdita funzionale nei soggetti anziani e quindi evitare la disabilità che poi può caratterizzare l'età più avanzata», evidenzia Andrea Corsonello, professore associato di Geriatria presso l’università degli studi della Calabria, che formula consigli pratici da seguire a tavola: «È importante assicurare all’organismo ogni giorno una componente proteica prevalentemente vegetale, oltre agli acidi grassi insaturi, che sono sicuramente da preferire. L’alimentazione però deve essere sempre accompagnata da una regolare attività fisica, che garantisce il mantenimento della massa muscolare, e quindi della funzionalità complessiva dell'organismo».

La neurologa Amalia Bruni: «Legame tra alimentazione e DNA»

Il Festival della Dieta Mediterranea di Aiello Calabro ha fatto registrare la presenza prestigiosa, inoltre, della neurologa Amalia Bruni, che ha incentrato il proprio intervento su stili di vita e prevenzione delle demenze: «Partiamo dal concetto di epigenetica, perché noi siamo fatti di DNA, ma siamo fatti anche di una parte di DNA che risente moltissimo dell'ambiente, quindi ovviamente l'alimentazione, ma anche il cammino, la prevenzione dei fattori di rischio, sono tutti elementi che agiscono positivamente su questo nostro epigenoma gigantesco, che ci fa ovviamente aumentare le riserve cognitive, quindi la nostra capacità di rispondere alle noxie patogene, quindi alle cose cattive, diciamo così, in maniera positiva.

Per cui gli stili di vita, quindi l'alimentazione, la dieta mediterranea – ovviamente fra tutti il cammino e il combattere i fattori di rischio – sono gli elementi fondamentali su cui basare la nostra vita sin da quando nasciamo, proprio per avere un aging, quindi un invecchiamento, sempre più sano e privo di queste malattie che ci devastano. 

Abbiamo calcolato che se noi riuscissimo praticamente ad abbattere i fattori di rischio, non del 40%, ma almeno del 10%, riusciremmo a trattare molti meno pazienti, abbattendo così il numero di persone destinate alle RSA, oltre a una significativa riduzione del consumo di tutta una serie di farmaci. In questo modo, riusciremmo a trattare molti più pazienti meglio, sostenendo le famiglie e addirittura aumentando le risorse dell'SSN fino ad oltre 800 milioni di euro. Credo che queste siano le strade da seguire per una buona politica».

Il gastroenterologo Ludovico Abenavoli: «Mangiare sano aumenta le nostre capacità cognitive»

Altro intervento molto apprezzato, quello di Ludovico Abenavoli, professore ordinario di Gastroenterologia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Titolo della sua lezione “Il microbiota intestinale, il ponte tra dieta mediterranea e benessere”. «Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è focalizzata in particolar modo sul collegamento che esiste tra fegato, intestino e cervello. Un unico asse che unisce tre organi fondamentali per il nostro organismo. Mangiare sano e mangiare mediterraneo incide positivamente sulla nostra salute, ma in maniera specifica anche sull'attività metabolica che è regolata dal fegato e sulle capacità cognitive che sono realizzate dal cervello. Quindi mangiare mediterraneo aumenta anche le nostre capacità intellettive e riduce la velocità con cui quotidianamente invecchiamo. Spesso sentiamo dire, proprio questo che lei ha appena detto, che nell'intestino c'è una sorta di secondo cervello.

L'intestino, l'apparato gastrointestinale in generale, dopo il cervello, è l'organo più riccamente innervato. Per cui quando scarichiamo attraverso gli assi neuronali verso l'intestino, questo si attiva. Il nostro atteggiamento, magari ansioso oppure iperattivo, o comunque una nostra iperattenzione nei confronti della realtà che ci circonda, porta necessariamente ad avere un apparato gastrointestinale, un intestino più attivo e quindi la somatizzazione, e quindi sintomi gastrointestinali tipici anche di condizioni funzionali come il colon irritabile e la dispepsia. Grazie alle relazioni che intercorrono tra l'intestino e il microbiota intestinale, invece quei due chilogrammi di batteri localizzati nel nostro piccolo intestino, che insieme formano il microbioma, si realizzano produzioni di neurotrasmettitori come la serotonina, che regolano il nostro umore, il nostro benessere e ci portano anche a un migliore stato di salute».

Il presidente dell’ordine dei biologi calabresi Domenico Laurendi: «In prima linea contro le fake news sull’alimentazione»

Decisivo nell’organizzazione del festival della Dieta Mediterranea di Aiello Calabro il ruolo svolto dall’ordine dei biologi calabresi, presieduto da Domenico Laurendi: «In termini di prevenzione il biologo svolge un ruolo fondamentale, perché, oltre che nei laboratori, cerchiamo di entrare in contatto con tutta la popolazione, soprattutto con i giovani, al fine di educare. Stiamo realizzando dei progetti molto importanti, soprattutto con i più giovani, all’interno delle scuole.

Chiaramente ormai siamo ben consapevoli che l'attività motoria, unita a una sana nutrizione, sono le basi di uno stile di vita sano, che sarà essenziale per costruire il motore della Calabria del domani, che sono appunto i nostri giovani calabresi. Noi ci impegniamo ogni giorno nei nostri studi per cercare di arginare quelle che sono le fake news. Consiglio sempre di utilizzare canali ufficiali, di rivolgersi a dei professionisti del settore, per tutelare la salute di chi cerca di avvicinarsi a una dieta, a uno stile di vita che sarà indispensabile a prevenire soprattutto le malattie infiammatorie e cronico-degenerative».

Il presidente dell’Accademia di Nicotera Montuoro: «Impegnati a promuovere la dieta mediterranea»

«Abbiamo portato il contributo di un'esperienza stata fatta da un comitato scientifico che era stato presieduto da Hansel Kiss negli anni 57, che proprio da Nicotera ha posto le basi della dieta mediterranea, con un studio pilota che ha stabilito, in tre anni di studi, che la dieta mediterranea è un modello alimentare che va propagandato e fatto conoscere, perché è salutare, affonda le proprie radici nelle tradizioni, racchiude una serie di componenti in grado di assicurare anche agli anziani una qualità della vita molto soddisfacente».

Dopo la parte congressuale, il Festival si è spostato nel cuore del paese dove la dimora storica privata Palazzo Cybo-Malaspina ha aperto straordinariamente le proprie porte alle visite guidate gestite dalla delegazione FAI della provincia di Cosenza, presieduta dall’architetto Argia Morcavallo.

In piazza Plebiscito, invece, ha preso forma l’Area Food, con gli show cooking funzionali sotto la direzione scientifica e nutrizionale di Domenicantonio Galatà, affiancato dallo chef Andrea Palmieri. L’obiettivo è stato quello di fare incontrare nel piatto scienza e tradizione, mostrando come le ricette e le materie prime della cultura mediterranea possano conservar gusto e identità, venendo interpretate attraverso le moderne conoscenze nutrizionali.

Una dei momenti più emozionanti del Festival della Dieta Mediterranea è stato rappresentato dall’esperienza denominata “Ascoltare i sapori”, una speciale cena al buio curata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti- sezione territoriale di Cosenza: un viaggio sensoriale pensato per riscoprire il rapporto con il cibo, attraverso profumi, consistenze e sapori, affidandosi agli altri sensi, e rinunciando temporaneamente alla percezione visiva.

Nella seconda giornata, cuore pulsante del Festival della Dieta Mediterranea è stato “Il Villaggio della Salute”, articolato in cinque hub open-air, con attività sulla composizione corporea, sull’aderenza agli stili alimentari, sulle spezie, sull’erboristeria e le tisane.

All’interno di Palazzo Cybo-Malaspina, invece, sono state organizzate le “Master Class dei Sensi”, dedicate a quattro prodotti simbolo della cultura mediterranea: pane, vino, miele e olio, con il coinvolgimento di professionisti e aziende specializzate.

La chiusura del festival della Dieta Mediterranea ha incantato i visitatori, grazie a un grande evento multimediale che ha unito videomapping 3D, Arpa laser, recitazione dal vivo, voci fuori campo e musica.

Intorno al Festival della Dieta Mediterranea, è stata costruita una rete composta di oltre venti associazioni, oltre al mondo delle università, delle professioni sanitarie, del volontariato, del mondo agricolo e produttivo in generale.