L’innovazione del corso di laurea interateneo in medicina e chirurgia avviato dall’Università della Calabria nel 2021, con l’estensione delle competenze alle tecnologie digitali, attrae gli studenti soprattutto per le opportunità derivanti appunto dalla preparazione offerta da questo percorso di studi nel campo della chirurgia robotica, della diagnostica avanzata, della telemedicina e negli altri ambiti in cui le applicazioni informatiche si fondono con la conoscenza del corpo umano.

Lo dicono a chiare lettere anche alcuni dei ragazzi iscritti al secondo anno del corso attivato insieme all’Università Magna Graecia di Catanzaro e che nella mattinata di oggi, 27 marzo, hanno varcato la soglia dell’ospedale di Cosenza, novità assoluta per l’Annunziata, dove divisi in quattro gruppi, hanno iniziato un corso teorico-pratico nei laboratori del nosocomio bruzio.

«La mia scelta è caduta sul corso dell’Unical – dice Azzurra Mandolito – perché ormai è frequente che i medici debbano sostenere una specifica formazione per utilizzare determinate apparecchiature. Questo corso invece, contestualmente al titolo di medico-chirurgo attribuisce anche l’abilitazione all’impiego di un certo tipo di apparecchiature». Gli fa eco Federica Galluccio, convinta ad iscriversi ad Arcavacata proprio «perché c’era la possibilità di aprire contestualmente un percorso di tipo ingegneristico».

Nelle interviste rilasciate al nostro network anche l’esperienza di Chiara Zanella, originaria di Aiello del Friuli. Non è l’unica studentessa proveniente da fuori Calabria ma colpisce non solo la sua volontà di studiare proprio a Cosenza ma soprattutto l’incoraggiamento ed il sostegno ricevuto dalla famiglia in questa sua migrazione in senso contrario rispetto a quanto siamo abituati a vedere.