Grave sindrome da distress respiratorio alla nascita: decisivi lo STEN di Cosenza, la Terapia Intensiva Neonatale e l’attivazione della Rete Nazionale RESPIRA con l’impianto ECMO e il trasferimento al Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina
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Photo of a premature baby in incubator. Focus is on his feet and toes. The doctor is touching him to check his reflexes. There are cables and tubes in the out-of-focus area.
La Rete del Percorso Nascita HUB–SPOKE della Provincia di Cosenza si conferma modello organizzativo di elevata efficienza e integrazione assistenziale, capace di garantire risposte tempestive e altamente specialistiche anche in contesti clinici di estrema complessità.
Nei giorni scorsi, un neonato nato presso l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Spoke di Castrovillari ha presentato alla nascita una grave compromissione respiratoria secondaria da aspirazione di meconio, evoluta in una severa sindrome da distress respiratorio.
Il tempestivo intervento del Servizio di Trasporto in Emergenza del Neonato (STEN), afferente alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, diretta dal dr. Gianfranco Scarpelli, ha consentito la stabilizzazione del paziente e il suo trasferimento urgente presso la T.I.N. di Cosenza.
«Alla luce della gravità del quadro clinico – ha raccontato il Direttore Scarpelli – sono state prontamente attivate le terapie intensive di supporto avanzato, tra cui ventilazione meccanica ad alta frequenza, somministrazione di surfattante e ventilazione con ossido nitrico».
Persistendo una grave insufficienza cardiorespiratoria non responsiva alle terapie convenzionali, a seguito di valutazione specialistica cardiocircolatoria, svolta dalla dr.ssa Maria Lucente responsabile della UOSD di Cardiologia Pediatrica Perinatale e delle Cardiopatie congenite, è stata posta indicazione al trattamento con ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation).
È stato pertanto attivato il Centro Nazionale ECMO Mobile Unit della Rete Nazionale RESPIRA del Ministero della Salute, gestito dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che ha coinvolto, per prossimità territoriale, il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina, guidato dal dr. Salvatore Agati.
L’équipe multispecialistica, composta da cardiochirurghi, anestesisti, perfusionisti, infermieri e personale tecnico, è giunta tempestivamente presso la sede di Cosenza ed ha provveduto all’impianto dell’ECMO, determinando un immediato miglioramento delle condizioni cliniche del neonato. Successivamente, il paziente è stato trasferito presso il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina per la prosecuzione del trattamento specialistico.
«L’intervento – ha dichiarato il Direttore del Dipartimento Materno Infantile, dr Gianfranco Scarpelli – rappresenta un esempio concreto di alta specializzazione clinica, integrazione dei servizi e cooperazione interregionale, reso possibile esclusivamente attraverso reti sanitarie strutturate, modelli organizzativi avanzati e centri di riferimento ad elevata complessità assistenziale.
Ancora una volta, la sinergia tra strutture HUB e SPOKE e le eccellenze nazionali confermano il valore strategico delle reti assistenziali integrate quale fondamento di un sistema sanitario moderno, efficiente e orientato alla tutela della vita e della salute, anche nelle condizioni cliniche più critiche.
Soddisfatto il Direttore Generale di Ao e Commissario Straordinario di Asp, Vitaliano De Salazar che ha sottolineato «il valore strategico dell’integrazione dei servizi e la cooperazione tra Ospedale e Territorio. L’organizzazione in rete non è un modello teorico ma uno strumento operativo che consente di salvare vite umane e offrire i migliori servizi sanitari capaci di fronteggiare anche le condizioni cliniche più complesse».


