Dopo lo stop per l'adeguamento delle strutture, il blocco operatorio torna in funzione. L'intervento voluto dall'Asp di Cosenza consente di proseguire l'attività di reparti che rappresentano un'eccellenza regionale
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Condizioni semplicemente idonee? No, finalmente ideali per eseguire interventi chirurgici di routine, alta tecnologia e, in diversi casi, salvavita. All’ospedale di Paola il blocco operatorio riapre i battenti dopo lo stop forzato dovuto ai lavori di adeguamento di attrezzature e ambienti. Una battaglia vinta a supporto di una struttura che macina record su record se rapportata all’azione dell’equipe di Ortopedia coordinata dal primario Massimo Candela. Negli ultimi anni, tanto la Chirurgia generale quanto l’Ortopedia di Paola hanno infatti reso un servizio primario e indispensabile non solo alla collettività, ma addirittura alla stessa Asp di Cosenza cui il “San Francesco” afferisce: in tema ortopedico, l’emigrazione sanitaria è avvenuta… al contrario, un dato testimoniato dall’ultimo report di Agenas che ha collocato il reparto dell’ospedale tirrenico ai primi posti in Italia per interventi di chirurgia protesica (anca e ginocchio) e trattamento delle fratture, imponendola nell’ambito novero delle eccellenze nazionali.
Eppure, nonostante risultati certificati da un ente terzo di caratura nazionale, sinora medici, infermieri e tecnici specializzati si sono trovati costretti a intervenire in sala operatoria in condizioni non pienamente idonee nonostante le reiterate sollecitazioni indirizzate al vecchio management aziendale. In molti casi, la temperatura ambientale è risultata al di sopra della media e del dovuto, evenienza non secondaria considerato il rischio di infezioni contraibili in ambienti così delicati (rischio sempre scongiurato e che non ha mai impattato sull’esito degli interventi né sul decorso post operatorio).
Da oggi, però, la sicurezza nel blocco operatorio sarà tutta un’altra storia: l’adeguamento degli impianti e degli ambienti, affidati alla gestione di Cristina Capristo, ingegnere clinico dell’Asp, è stato ultimato nel raggio di appena quindici giorni a partire dalla chiusura temporanea del blocco operatorio colmando così un ritardo che a Paola fanno risalire agli ultimi tre anni. A innescare la svolta tanto attesa, l’intervento del Commissario straordinario dell’Asp Vitaliano De Salazar, a capo anche dell’Azienda ospedaliera dell’Annunziata, pronto farsi carico delle sollecitazioni di medici e infermieri. Esperite le procedure burocratiche, l’avvio delle attività è stato infatti immediato e risolutivo.
Una buona notizia, dunque, non solo per il territorio e i cittadini ricadenti nell’area del Tirreno cosentino, ma per l’intera Calabria, visto che al reparto di Ortopedia coordinato da Massimo Candela pervengono anche numerosissimi casi da fuori provincia e regione. Un motivo di attenzione dimostrato dal management verso chi opera in corsia e che contribuisce a ridare entusiasmo al personale costretto spesso a operare nell’ombra, eroicamente, tra le mille e sin troppo note carenze strutturali dovute a decenni di deriva clientelare a sfondo politico.

