Duemila sangiovannesi circa, di tutte le fasce di età e categorie sociali, specialmente tra le più deboli, hanno sottoscritto la petizione promossa da “Donne e Diritti” nei giorni scorsi per rivendicare la riapertura del punto nascita nella struttura ospedaliera silana. «Un risultato non scontato, visto il clima politico che si respira nella nostra comunità – scrivono in una nota - che conferma la giustezza dell’azione di” Donne e Diritti” tutta protesa alla salvaguardia e alla riconquista di servizi essenziali alla qualità della vita, delle donne prima di tutto».

«Come “Donne e Diritti” – prosegue il comunicato – cogliamo l’occasione per ringraziare tutte e tutti coloro che hanno condiviso questa battaglia: rappresentanti di associazioni, delle istituzioni locali e soprattutto la consigliera regionale onorevole Elisa Scutellà che dal primo momento ci ha sostenute ed offerto la sua collaborazione in consiglio regionale. Invieremo la petizione a tutte le istituzioni competenti: al Ministero della Salute, al Presidente della G.R. nonché assessore alla sanità, al Presidente del Consiglio Regionale, ai capigruppo consiliari, ai deputati e senatori eletti in Calabria». 

«Lo faremo – scrivono – per sollecitarle ad impegnarsi a farsi carico di potenziare i servizi, sia consultoriali che ospedalieri, inclusi l’assistenza materno-infantile, per alleviare i disagi, contrastare lo spopolamento, favorire la restanza a San Giovanni in Fiore e nell’intero comprensorio silano. Tutto ciò è possibile anche in Calabria, per questo chiediamo di consentire la deroga alla legge vigente (D.M 11/11/2015) per come ipotizzato anche nella SNAI (Strategia Nazionale per le Aree interne). Ciò che stiamo chiedendo con la petizione, auspichiamo trovi le dovute sensibilità e disponibilità, consapevoli altresì che, se dovesse rendersi necessario, siamo pronte a chiedere a tutte e tutti di mobilitarsi».