Il Partito democratico della Valle dell’Esaro chiede verità e atti concreti in merito al futuro della Casa della Salute di San Marco Argentano. «Si tratta di un’opera sanitaria indicata nel Piano di rientro sanitario regionale 2026-2028 tra quelle da completare entro il 31 dicembre 2026. Eppure il finanziamento originario di 8.149.869,68 euro, assegnato nel 2015, è stato revocato dalla Regione nel silenzio assoluto nel 2023.

La Casa della Salute di San Marco Argentano – continuano gli esponenti del PD della Valle dell’Esaro – è una contraddizione che non può essere ignorata. Come si può completare e rendere operativa un’opera in soli quattro mesi senza il finanziamento originario e con risorse che, già allora, non sarebbero state sufficienti a coprire gli attuali costi di realizzazione?

I cittadini non hanno bisogno di annunci o promesse, ma di atti concreti: finanziamenti certi, tempi realistici, strutture funzionanti e personale adeguato. L’Esaro chiede chiarezza anche sulle altre strutture previste: Casa di Comunità Spoke di San Marco Argentano (che negli ultimi atti dell’Asp di Cosenza non risulterebbe presente); Casa di Comunità Hub di Roggiano Gravina; Ospedale di Comunità di San Marco Argentano.

Su tutte queste opere servono risposte ufficiali, documenti verificabili e certezze sul futuro. Per questo rivolgiamo un appello a tutti i sindaci della Valle dell’Esaro: è il momento di continuare, con ancora maggiore forza e determinazione, la battaglia unitaria già intrapresa per ottenere chiarezza, trasparenza e il pieno rispetto dei diritti dei cittadini della Valle dell’Esaro.

La salute non ha colori politici e non può essere sacrificata a divisioni o campanilismi. Dobbiamo agire insieme, senza la minima divisione, parlando con una sola voce, forte e autorevole, nei confronti della Regione Calabria e dell’Asp di Cosenza, per pretendere risorse certe, cronoprogrammi credibili, atti concreti e il rispetto degli impegni assunti. L’Esaro non chiede promesse. Chiede fatti. Basta bugie. Servono atti concreti», concludono gli esponenti del Partito Democratico della Valle dell’Esaro