Oltre 200 laboratori, almeno 15mila visite previste e mille ricercatrici e ricercatori coinvolti. Sono i numeri dell'edizione 2026 di SuperScienceMe: “Research is your North STAR”, Notte Europea delle ricercatrici e dei ricercatori, presentata alla Cittadella regionale di Catanzaro.

L'evento mobiliterà un’importante sinergia istituzionale: con il sostegno della Regione Calabria, gli atenei calabresi (Università della Calabria, Università Mediterranea, Università Magna Græcia) e il CNR, in collaborazione con l'Università della Basilicata, uniranno le forze per aprire le porte della scienza al grande pubblico.

Torna quindi l’appuntamento con la notte Europea dei Ricercatori, organizzata attraverso il progetto SuperScienceMe. Una formula ormai conosciuta che punta all’obiettivo importante di accorciare le distanze tra la comunità scientifica e i cittadini, permettendo al campus di Arcavacata di diventare un grande laboratorio a cielo aperto.

A rendere importante la manifestazione sono gli oltre duecento laboratori accessibili al pubblico fin dal pomeriggio. Dipartimenti universitari e istituti del CNR aprono in contemporanea le proprie aule, mettendo a disposizione strumenti, prototipi e soprattutto, il lavoro quotidiano di centinaia di docenti, assegnisti di ricerca e dottorandi.

Percorrendo i vari cubi dell’Ateneo la ricerca è multidisciplinare. Nelle aree di ingegneria e informatica si toccano con mano le applicazioni della robotica e dell'intelligenza artificiale ideate per il lavoro e la sicurezza sul territorio. Poi ci sono i laboratori di chimica, biologia e farmacia che illustrano le ricadute pratiche degli studi sulle molecole terapeutiche, lo studio legato ai prodotti tipici mediterranei e le tecnologie per il monitoraggio delle falde acquifere e del suolo calabrese. Porte aperte anche per il patrimonio dell'orto botanico e per i musei dell'ateneo, spesso poco noti ai visitatori esterni, ma fondamentali data la ricchezza del territorio cosentino, come dell’intero Paese per quanto concerne natura, storia e cultura.

La chiave della giornata però resta il linguaggio. Niente lezioni teoriche o tecnicismi accademici, le attività si concentrano su dimostrazioni pratiche, esperimenti eseguiti insieme ai visitatori e simulazioni interattive pensate per catturare l'attenzione degli studenti delle scuole presenti e dei partecipanti. L'intento dichiarato dai ricercatori è spiegare il valore sociale della spesa pubblica nella scienza, mostrando cosa accade nel concreto dietro i finanziamenti ai progetti di sviluppo.

La sera poi il programma lascia spazio alla parte divulgativa più informale, tramite dibattiti aperti nei piazzali, brevi momenti teatrali e soprattutto il tanto atteso evento all’Anfiteatro di Piazza Vermicelli (di fronte al TAU) dove si esibirà Carl Brave in un concerto gratuito.

Oltre la semplice festa e i numeri di partecipazione, la notte della ricerca a Rende mostra un dato di cronaca significativo. In una regione segnata storicamente dalla migrazione delle proprie migliori risorse (la cosiddetta fuga di cervelli), l’evento di fine settembre punta l’attenzione su quel gruppo di studiosi che sceglie di rimanere, fare ricerca competitiva a livello europeo e offrire i risultati del proprio lavoro alla terra che li ospita e ad un’Università in forte crescita.