Nuove tensioni nella sanità calabrese dopo il comunicato della FSI-USAE, firmato dal segretario territoriale di Cosenza Claudio Gentile, che punta il dito contro il trasferimento del servizio di emergenza-urgenza 118 ad Azienda Zero, definendolo senza mezzi termini un «accordo capestro».

Il provvedimento, ratificato con il DCA n. 62 del 18 marzo 2026, rappresenta secondo il sindacato l’ennesimo passaggio critico in un percorso già segnato da precedenti trasferimenti di funzioni – dalle infrastrutture digitali alla gestione delle risorse umane – che avrebbero evidenziato problematiche mai realmente affrontate.

Al centro delle critiche vi è soprattutto la gestione del personale. La FSI-USAE denuncia come molti dipendenti delle ASP non abbiano accettato le modalità del passaggio ad Azienda Zero, lamentando l’assenza di chiarezza sulle posizioni disponibili e l’impossibilità di mantenere gli incarichi precedenti o di accedere a nuovi ruoli. «Il personale è stato sottoposto perfino a colloqui motivazionali e a procedure assimilabili a concorsi», si legge nella nota.

Una situazione che, secondo il sindacato, avrebbe generato demotivazione e, in alcuni casi, demansionamento. Intanto, parte dei lavoratori rimasti formalmente nelle ASP continua comunque a garantire servizi essenziali per Azienda Zero, evidenziando – sempre secondo la FSI-USAE – le difficoltà organizzative della nuova struttura.

Le criticità si amplificano con il passaggio del personale del 118, che coinvolge oltre 1200 operatori altamente qualificati. Il rischio, evidenzia il sindacato, è quello di creare esuberi difficilmente ricollocabili in caso di mancata adesione al trasferimento. «L’operatore del 118 non può essere “deportato” senza chiarezza e senza dignità», afferma duramente la sigla.

Nel mirino anche il metodo adottato, ritenuto poco partecipato e imposto con il consenso di alcune organizzazioni sindacali, senza un reale coinvolgimento dei lavoratori. «Si vuole utilizzare la mobilità volontaria mascherandola come trasferimento automatico», denuncia Gentile, parlando apertamente di «sopraffazione».

Non mancano riferimenti alle difficoltà operative di Azienda Zero, descritta come «un contenitore vuoto» incapace di rispettare le tempistiche del cronoprogramma, mentre le aziende sanitarie continuerebbero ad adottare provvedimenti temporanei destinati, secondo il sindacato, a diventare definitivi.

La FSI-USAE richiama anche le prese di posizione critiche di altre sigle, tra cui Cisl Medici, Nursing Up, Cgil e Uil, evidenziando come il malcontento sia diffuso e trasversale. Sullo sfondo, resta la preoccupazione per la qualità dei servizi sanitari: «Tutto ciò – si legge – avviene a discapito dei pazienti che continuano a viaggiare in questa malasanità».

Infine, il sindacato lancia un appello alle altre organizzazioni per aprire un confronto reale e condiviso, ribadendo la necessità di rimettere al centro il personale sanitario, medico e parasanitario. Le dimissioni del dottor Francesco Andreacchi vengono indicate come un segnale evidente di un sistema che, secondo la FSI-USAE, «non può essere gestito unilateralmente».