Il passaggio a un gestore unico del servizio idrico calabrese richiederà risorse finanziarie dedicate, investimenti nelle infrastrutture e una nuova programmazione dell’utilizzo dell’acqua. È quanto emerso dalla tavola rotonda promossa da Sorical nell’ambito della nona edizione del Festival dell’Acqua e dell’Euro-Mediterranean Water Forum, in corso al Centro congressi “La Nuvola” di Roma.

L’incontro, intitolato «L’Acqua della Calabria, un servizio unico per il territorio», ha riunito rappresentanti di Sorical, Utilitalia e dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale. Al centro del confronto il superamento della frammentazione gestionale e la costruzione di un modello industriale integrato.

La nuova organizzazione dovrà affrontare contemporaneamente la necessità di modernizzare le reti, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e sostenere economicamente la fase di transizione.

Nicolai: «Non cambia soltanto chi incassa»

Ad aprire i lavori è stato l’amministratore delegato di Sorical Maurizio Nicolai, che ha illustrato l’evoluzione della società e l’organizzazione predisposta per accompagnare l’attuazione del gestore unico regionale.

Secondo Nicolai, il passaggio dalle gestioni comunali in economia a un sistema industriale non può essere considerato una semplice modifica amministrativa.

«Non si può pensare che passare da un sistema frammentato a un gestore unico significhi semplicemente cambiare chi incassa. Il passaggio genera un fabbisogno di capitale circolante che può arrivare a coprire anche un anno di gestione», ha spiegato il CEO di Sorical.

La fase iniziale richiederebbe quindi strumenti finanziari capaci di sostenere le spese necessarie prima che il nuovo sistema raggiunga un proprio equilibrio economico. Nicolai non ha indicato esclusivamente contributi a fondo perduto, ma anche forme di sostegno immediato e successivamente restituibile.

Il nodo del capitale per la fase iniziale

La transizione comporta infatti l’assunzione di costi organizzativi, tecnici e gestionali su scala regionale. Il gestore dovrà disporre delle risorse necessarie per assicurare la continuità del servizio mentre procede alla riorganizzazione delle strutture e all’integrazione delle diverse gestioni.

La tavola rotonda, moderata dal direttore generale di Sorical Giovanni Paolo Marati, ha approfondito anche le criticità che interessano il servizio idrico nel Mezzogiorno: reti da ammodernare, disponibilità irregolare della risorsa, cambiamento climatico e sostenibilità finanziaria degli investimenti.

Il progetto della Sila Greca da 75 milioni

La direttrice generale di Utilitalia Annamaria Barrile ha richiamato il progetto della Sila Greca, recentemente finanziato con 75 milioni di euro, come esempio del nuovo percorso intrapreso dalla Calabria.

«È un intervento strategico – ha affermato Barrile – perché mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico di decine di Comuni del Cosentino, in una delle aree più dinamiche dal punto di vista produttivo, non è un risultato banale».

Secondo la direttrice di Utilitalia, il progetto mostra come le risorse pubbliche possano sostenere la capacità progettuale e operativa di un gestore chiamato ad assumersi la responsabilità dell’intervento.

Il finanziamento dovrebbe quindi agire come leva per realizzare opere che, per dimensioni e costi, risulterebbero difficilmente sostenibili attraverso le sole risorse generate dalla gestione ordinaria.

Dighe, produzione elettrica e usi potabili

Un ulteriore tema riguarda l’impiego delle risorse accumulate nei grandi invasi calabresi. Vera Corbelli, segretaria generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, ha evidenziato la necessità di bilanciare produzione idroelettrica, agricoltura e consumi potabili.

«In Calabria abbiamo una decina di grandi dighe utilizzate anche per la produzione idroelettrica. Questo utilizzo, in alcuni casi, sottrae risorsa agli usi irrigui e potabili», ha dichiarato Corbelli.

Il problema assume un peso maggiore durante l’estate, quando l’aumento delle presenze turistiche determina una crescita significativa della domanda. La programmazione dovrà quindi considerare i diversi impieghi dell’acqua e garantire una distribuzione adeguata nei periodi di maggiore necessità.

Sorical indica nel gestore unico lo strumento attraverso il quale mettere a sistema competenze, infrastrutture e capacità progettuale. La sfida sarà tradurre il nuovo assetto in un servizio più efficiente, economicamente sostenibile e capace di resistere agli effetti del cambiamento climatico.