Il 15 maggio nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria il seminario dedicato a prevenzione, disagio giovanile e funzione rieducativa della pena, promosso dal master diretto da Teodora Pezzano
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Un confronto sul significato più profondo della legalità, tra prevenzione, educazione e possibilità di riscatto sociale. È il tema al centro del seminario “Educare alla legalità tra prevenzione e recupero. Sulle seconde possibilità”, in programma il 15 maggio alle ore 17 nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria.
L’iniziativa rientra nelle attività formative del master di secondo livello “Scuola-laboratorio e didattica digitale per la prevenzione del disagio giovanile”, diretto dalla docente di Pedagogia generale e sociale Teodora Pezzano.
Ospite dell’incontro sarà Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli e figura simbolo della lotta alla criminalità organizzata, da anni impegnato anche sul piano culturale ed educativo. Il seminario sarà aperto dai saluti istituzionali di Maria Mirabelli, direttrice del DICES, e di Gabriella Agrusti, presidente della Società Italiana di Pedagogia.
Al centro della riflessione ci saranno le più recenti pubblicazioni del magistrato e, in particolare, il volume Come radici. Una storia sulle seconde possibilità, scritto insieme ad Antonio Nicaso. Un testo che affronta il tema della possibilità di recupero per chi cresce all’interno di contesti criminali, interrogandosi sul valore costituzionale della funzione rieducativa della pena.
Il seminario proverà a mettere a fuoco un nodo sempre più centrale nel dibattito pubblico: come costruire percorsi di legalità che non si limitino alla repressione, ma siano capaci di diventare strumenti di prevenzione, accompagnamento e ricostruzione personale.
Attraverso la vicenda del protagonista del romanzo, Cesare, cresciuto in un ambiente mafioso ma segnato dall’incontro con figure educative decisive, il confronto si allargherà al ruolo della scuola, delle istituzioni e della comunità nella formazione delle nuove generazioni.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di riflettere sul concetto stesso di educazione alla legalità, intesa non soltanto come trasmissione di regole, ma come costruzione di cittadinanza, consapevolezza e possibilità concreta di cambiamento.

