La musica incontra l’intelligenza artificiale tra i banchi di scuola, trasformando la tecnologia in uno strumento di scoperta, creatività e consapevolezza. All’Istituto comprensivo Cosenza III di via Negroni, grazie alla disponibilità della dirigente Marina Del Sordo, si è svolto l’incontro “L’A.I. nella musica”, guidato dal maestro Francesco Perri, direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Brutia e del progetto “La Brutia è Young”.

L’iniziativa, finanziata dalla Regione Calabria con risorse POC 2014-2020 nell’ambito dell’avviso “Sostegno e promozione turistica e culturale”, ha offerto agli studenti un’esperienza laboratoriale innovativa, costruita attorno al rapporto tra tecnologia, arte e creatività umana.

“La Brutia è Young”, il laboratorio sull’A.I. nella musica

L’incontro ha coinvolto i giovanissimi allievi dell’istituto, affiancati da un gruppo di studenti della scuola secondaria di primo grado, in un percorso pratico e interattivo dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla musica.

Il messaggio centrale trasmesso dal maestro Perri è stato chiaro: la tecnologia non sostituisce l’artista. L’intelligenza artificiale può generare suoni, testi e melodie, ma resta uno strumento che ha bisogno della guida dell’uomo, della sua sensibilità e delle sue scelte.

Gli studenti hanno potuto sperimentare il funzionamento di “Suno”, una delle piattaforme di A.I. generativa più avanzate nel campo musicale. Non una semplice dimostrazione tecnica, ma un vero laboratorio creativo nel quale i ragazzi sono diventati protagonisti di ogni fase della composizione.

Dalla parola “felicità” alla nascita di una canzone

Il lavoro è partito da un concetto scelto dagli stessi studenti: la felicità. Da quella parola i ragazzi hanno costruito il percorso creativo, contribuendo alla scrittura del testo, alla definizione delle strofe e del ritornello, alla scelta del tipo di voce e allo stile musicale.

La decisione finale è caduta sul pop-rock, con la sua energia immediata e coinvolgente. Passaggio dopo passaggio, gli studenti hanno compreso che dietro ogni nota prodotta dall’intelligenza artificiale esiste comunque una scelta umana: un’intenzione, un comando, una direzione creativa.

Il laboratorio ha mostrato così una prospettiva educativa importante. L’A.I. non viene presentata come scorciatoia o sostituzione del talento, ma come mezzo da conoscere, governare e utilizzare con responsabilità.

Perri: «La tecnologia non deve spaventare»

Per il maestro Francesco Perri, educare i bambini all’uso consapevole della tecnologia è una necessità del presente. L’intelligenza artificiale, se compresa e guidata, può diventare uno strumento capace di ampliare le possibilità espressive delle nuove generazioni.

«È necessario educare i bambini fin da piccoli a un uso consapevole della tecnologia. L’Intelligenza Artificiale non deve spaventare: essa ha comunque bisogno dell’uomo e, se usata correttamente, può diventare un nuovo strumento per sviluppare creatività», ha dichiarato il maestro.

Perri ha poi sottolineato il valore emotivo dell’esperienza vissuta con gli studenti: «Vedere l’entusiasmo dei bambini mentre istruivano l’algoritmo per dare voce alle loro emozioni è stata la prova che la musica, in ogni sua forma, resta un linguaggio universale che coinvolge la tecnologia ma senza mai rinunciare al cuore».