Un altro cammino, un’altra terra, un’altra occasione per cercare nel passo lento il senso più profondo della fede. Da domenica 10 maggio, don Santino Borrelli, da sei mesi parroco di Mendicino, è impegnato in un nuovo itinerario spirituale a piedi, questa volta tra i templi buddisti dell’isola di Shikoku, in Giappone.

Il sacerdote è partito insieme a Mario Scalzo, che lo accompagna in questa esperienza. Dopo circa 15 ore di volo, con scali a Shangai e Osaka, e un successivo tragitto in pullman, i due hanno raggiunto la città di Naruto, punto di partenza del percorso che attraversa 88 templi fino alla città di Sanuki.

Don Santino Borrelli sul cammino di Shikoku

Il cammino di Shikoku è uno degli itinerari spirituali più significativi del Giappone. Per il tempo limitato a disposizione, circa due settimane, don Santino e Mario riusciranno a visitarne 23, nella prima parte del percorso denominata del “risveglio”, inteso come risveglio spirituale.

Oggi sono pochi i pellegrini che scelgono di affrontare l’itinerario interamente a piedi. Don Santino e il suo compagno di viaggio hanno deciso invece di vivere il percorso nella sua forma più essenziale, camminando, come già avvenuto in altre esperienze maturate negli ultimi anni in Terra Santa, Ucraina, Polonia, Francia, Canada, Bosnia Erzegovina e nei 20 cammini di Santiago già compiuti dal sacerdote.

Nel diario giornaliero del cammino, don Santino ha spiegato il significato profondo di questa nuova esperienza, sottolineando che continua a camminare per cercare sempre di più, nel proprio intimo, la presenza di Gesù che dà senso a tutte le cose.

«Camminare è un modo per ritrovare se stessi e per cercare il senso più profondo della vita», scrive il parroco, aggiungendo di avere «imparato che il cammino è vita».

Un pellegrinaggio tra fede, dialogo e pace

Il percorso giapponese viene vissuto da don Santino come un cammino spirituale, aperto alla ricerca interiore e al dialogo tra culture e religioni. Il sacerdote richiama in particolare il tema della compassione, concetto comune sia alla tradizione cattolica sia a quella buddista.

Come credente e come sacerdote, don Santino cammina anche per invocare il dono della pace, incontrando una cultura diversa senza rinunciare alla propria identità cristiana. Il parroco entra infatti nei templi con la Croce, segno distintivo del suo essere sacerdote cattolico, senza incontrare ostacoli o difficoltà.

Il cammino di Shikoku è gemellato con quello di Santiago, più conosciuto in Europa, e proprio per la sua forte dimensione spirituale viene indicato come un itinerario capace di favorire la ricerca interiore e il desiderio di mettersi in cammino.

L’idea di un movimento di camminatori

Da questa esperienza nasce anche un’intuizione pastorale. Don Santino vorrebbe promuovere un movimento di camminatori, capace di aiutare le persone a trovare o riscoprire la bellezza della fede attraverso il cammino.

Il passo, la fatica, l’incontro, il silenzio e la scoperta diventano così strumenti di spiritualità concreta. Per il sacerdote, camminare non è soltanto attraversare luoghi, ma aprire uno spazio interiore nel quale rimettere ordine, ascoltare e cercare il senso della propria vita.

Il diario condiviso con la comunità di Mendicino

Il cammino viene raccontato ogni giorno da don Santino attraverso un diario completo di video e fotografie, pubblicato nel gruppo WhatsApp parrocchiale e sulla pagina Facebook “Parrocchia San Nicola di Bari – Mendicino”.

Chi desidera essere inserito nel gruppo può registrare sul proprio dispositivo il numero della parrocchia 3500883927 e inviare un messaggio con la richiesta di iscrizione. In questo modo la comunità può seguire quotidianamente l’esperienza del proprio parroco, accompagnandolo idealmente lungo il percorso tra i templi di Shikoku.

Il rientro per la Route di Pentecoste

Il ritorno a Mendicino è previsto per la serata del 23 maggio, in concomitanza con la Route di Pentecoste. Don Santino affiancherà l’arcivescovo, monsignor Giovanni Checchinato, che presiederà l’itinerario a piedi dalla chiesa di Santa Teresa di Cosenza fino alla chiesa di Cristo Salvatore di Mendicino.

Lì, alle 4.30 del 24 maggio, sarà celebrata la Celebrazione Eucaristica. Un rientro che chiuderà idealmente il cammino giapponese e ne aprirà subito un altro, questa volta con la comunità diocesana, confermando il valore del pellegrinaggio come esperienza di fede, incontro e condivisione.