Il capogruppo del Pd Francesco Alimena presenta una mozione promossa da Certi Diritti per chiedere un intervento dell’Unione europea contro la repressione della comunità LGBTQIA+ in Turchia
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«Una città che difende i diritti umani non può restare in silenzio». Francesco Alimena, capogruppo del Partito Democratico al Comune di Cosenza, interviene dopo aver portato in Consiglio comunale una mozione promossa da Certi Diritti sulla situazione della comunità LGBTQIA+ in Turchia.
Il documento chiede un intervento dell’Unione europea di fronte a quella che Alimena definisce una «grave repressione», con la condanna dei raid e delle violazioni dei diritti degli attivisti e la richiesta di liberazione delle persone fermate.
La proposta, riferisce il consigliere, è stata sottoscritta dall’intera maggioranza e votata nella stessa seduta su proposta del sindaco e del presidente del Consiglio comunale.
«Le istituzioni devono scegliere da che parte stare»
Alimena lega l’iniziativa a una concezione più ampia del ruolo delle istituzioni nella tutela dei diritti fondamentali.
«Quando vengono calpestati libertà, dignità e diritti, le Istituzioni devono scegliere da che parte stare: dalla parte di chi quei diritti li difende», afferma.
Secondo il capogruppo dem, anche un Consiglio comunale può contribuire a mantenere alta l’attenzione su vicende che superano i confini nazionali.
«Anche dal Consiglio comunale di Cosenza possiamo e dobbiamo far arrivare una voce forte: sui diritti umani non si arretra».
Il richiamo a Regeni e Zaki
Nel corso del suo intervento Alimena ha richiamato anche le vicende di Giulio Regeni e Patrick Zaki e la situazione di migliaia di persone in attesa di giudizio in Egitto.
Il punto, sostiene, è evitare che la difesa dei diritti venga condizionata dalle convenienze del momento o dai rapporti politici internazionali.
«La difesa dei diritti umani non può essere a intermittenza. Non può dipendere dalla convenienza politica o dal momento. Egitto o Turchia che sia».
«A Cosenza senza eccezioni»
Per Alimena, il voto del Consiglio comunale assume dunque un significato che va oltre la singola mozione.
«La maggioranza tutta ha firmato e votato la proposta nella medesima seduta su proposta del sindaco e del presidente del Consiglio», sottolinea.
La conclusione ribadisce la linea politica dell’iniziativa: «La difesa dei diritti umani non ha confini, soprattutto a Cosenza, senza eccezioni».

