Definire regole comuni per colori e materiali, evitare interventi disomogenei e recuperare un’immagine urbana più coerente con la storia dei quartieri. È questo l’obiettivo del “Piano Colore” della città di Cosenza, presentato questa mattina nel Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi.

Il progetto, messo a disposizione dell’amministrazione su iniziativa di Hobby Color Cosenza e realizzato con il contributo tecnico di Cromology Italia, è stato illustrato alla presenza del sindaco Franz Caruso, dell’architetto Carlo Peraboni del Politecnico di Milano, di Leonardo Pelagatti e Paolo De Fiore.

«Regole per rendere la città più bella e accogliente»

A spiegare il senso dell’intervento è stato il sindaco Franz Caruso: «Come tutti i piani sono delle regole che si scrivono per rendere la città più bella e più accogliente. È un intervento per disciplinare l’utilizzo di materiali e colori a seconda delle zone della città e dare uniformità agli interventi».

Il principio, precisa il primo cittadino, non è quello di cancellare ciò che esiste per imporre una nuova tavolozza. Al contrario, il punto di partenza è proprio la lettura dei colori storici della città.

«È stato fatto uno studio approfondito, con tanti sopralluoghi nelle varie zone della città, soprattutto nel nostro centro storico – ha spiegato Caruso – proprio perché il lavoro si articola sulla base dello studio dei colori originali, che rappresentano la storia della nostra città».

Centro storico e quartieri nuovi

Il Piano, dunque, prevede criteri differenziati a seconda dei contesti urbani. Nelle aree storiche l’obiettivo sarà preservare e recuperare le cromie originarie; nelle parti più recenti della città ci sarà maggiore spazio per soluzioni contemporanee, purché inserite in un quadro complessivo coerente.

«Il piano colore che oggi presentiamo è un intervento che rispetta la storia e i colori del passato – ha aggiunto il sindaco – ma che naturalmente dà omogeneità e uniformità all’utilizzo degli stessi nella nostra città».

Cosa cambierà per proprietari e progettisti

Uno degli aspetti più concreti riguarda gli interventi sugli edifici. Il Piano dovrà diventare un riferimento per costruttori, architetti e proprietari quando presenteranno nuovi progetti o interventi sulle facciate.

Caruso ha chiarito che non si tratterà, almeno nell’impostazione illustrata oggi, di «vincoli ristretti», ma di un sistema di indirizzi da tenere in considerazione nella progettazione.

«Già nel 1990, appena eletto consigliere comunale, proponevo all’amministrazione di allora di adottare un piano colore per la città – ha ricordato – proprio perché i costruttori e gli architetti avessero delle linee guida da seguire, non dei vincoli ristretti, ma un indirizzo, una base sulla quale elaborare i propri progetti».

L’attenzione non sarà limitata alle tinte: il sindaco ha infatti richiamato anche il tema dei materiali utilizzati all’esterno degli edifici. Una volta presentato un progetto, l’amministrazione dovrà valutarne la coerenza con gli indirizzi del Piano.

Il Piano non è ancora adottato

La presentazione di oggi non coincide però con l’adozione formale dello strumento. Caruso lo ha precisato più volte: il documento acquisito dal Comune dovrà ora seguire il proprio iter istituzionale.

«Non si adotta oggi – ha spiegato – perché l’adozione del Piano Colore ha un percorso istituzionale diverso». È previsto il coinvolgimento della Soprintendenza, chiamata a esprimersi sulla proposta progettuale, e successivamente il passaggio in Consiglio comunale per l’adozione vera e propria.

Un passaggio importante anche per distinguere il progetto presentato questa mattina dal futuro strumento urbanistico effettivamente applicabile.

La collaborazione con proprietari e condomini

Più complesso il tema degli edifici esistenti. Su questo fronte Caruso ha evitato di anticipare l’introduzione di obblighi specifici.

«Vincoli per i proprietari già di palazzi, non so se le procedure ci consentiranno di apporne», ha spiegato. La strada indicata, almeno in questa fase, è quella della collaborazione: «Chiederemo la collaborazione dei proprietari, chiederemo la collaborazione dei condomini, affinché si possa avviare questo percorso di recupero del colore della nostra città».

Il sindaco lega quindi il Piano a un percorso progressivo di trasformazione del paesaggio urbano, più che a un intervento immediato e generalizzato.