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Nel cuore di Cosenza, il trionfo elettorale di Donald Trump risuona in modo inaspettato: bandiere e cappellini compaiono nelle vie centrali, grazie a Vincenzo Mancini, un emigrato negli USA sessant’anni fa e fedele sostenitore di Trump. Lontano dagli Stati Uniti, Mancini celebra la vittoria con orgoglio patriottico. Mentre dall’altra parte dell’Oceano il Tycoon è tornato alla guida del paese con un risultato sorprendente, e per certi versi sconvolgente, in Europa c’è la corsa a destra a salire sul carro del vincitore. Le sinistre, invece, parlano più semplicemente dell’argomento guerra come quello più impellente da risolvere.
Fatto sta che Vincenzo Mancini, dopo una vita nelle industrie del metano e tanti azzeccati investimenti nell’edilizia, torna due volte all’anno a Cosenza. Il caso ha voluto che Donald Trump vincesse le elezioni USA proprio mentre si trova all’ombra della Sila. «Vengo qui a novembre, per salutare mia mamma al cimitero come le promisi anni fa, e per la Fiera di San Giuseppe. Sono legatissimo alla mia città» ci ha spiegato mentre sfila per il centro bruzio con bandiera e cappellino MAGA. E’ l’acronimo del motto trumpiamo “Make America Great Again”: rendiamo di nuovo grande l’America.
Da Phoenix, Arizona, zio Vinz (così è conosciuto dagli amici del suo quartiere) ha costruito una fortuna e una famiglia solida: oggi si trovava a Cosenza e dopo aver votato per corrispondenza è sceso in strada per festeggiare. Ha attaccato bandiere agli alberi, ha esultato e sfilato con bandiere e cappellini di Donald Trump e del suo movimento MAGA Make America Great Again.
La sfilata di Vincenzo Mancini per Trump: «È l’uomo giusto per gli USA»
«Sono diventato repubblicano nel 2014 – spiega Vincenzo – dopo essere stato indipendente. Durante la sua presidenza Trump ci ha fatto vedere la corruzione che esiste nel governo degli States. Nel passato ho votato sia democratici che repubblicani, ho votato anche Clinton, con lui negli anni ‘90 si stava bene. Adesso però i democratici sono ormai tutti socialisti e comunisti, io in Arizona ho visto entrare 11 milioni di immigrati. Trump ha provato ad alzare un muro, non gliel’hanno fatto finire».
Anche il giudizio su Biden e Kamala Harris è sprezzante: «Umanamente Biden lo rispetto, ha fatto anni di servizio nelle amministrazioni, ma è anziano e malato. Kamala invece non era una candidata credibile, non penso fosse in grado, è incompetente: in California non ha fatto bene, ma i giornali sono con lei e la coprono». E via con la festa per Trump a Cosenza davanti a cittadini quasi increduli.