Il 6 settembre l’incontro della Dante Alighieri durante la Sagra della Polenta e il gemellaggio tra Dipignano e Ponti
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Un piatto capace di attraversare montagne, migrazioni e mestieri. La polenta diventa il punto d’incontro tra la memoria valdese e occitana di Guardia Piemontese e quella dei quadarari di Dipignano, protagonisti di una lunga tradizione nella lavorazione del rame.
Il dialogo proseguirà domenica 6 settembre alle 18 in Piazza Senatore Mele, a Dipignano, nell’ambito della Sagra della Polenta 2026 e delle celebrazioni per il 61esimo anniversario del gemellaggio con il Comune piemontese di Ponti.
L’appuntamento è promosso dalla Società Dante Alighieri di Cosenza, presieduta da Maria Cristina Parise Martirano, all’interno del progetto “La cucina degli italofoni di Calabria dentro e fuori confine”.
Dalla “polenta della memoria” a quella “del ricordo”
Il progetto è stato inaugurato il 4 agosto sul Terrazzo comunale di Guardia Piemontese con il convegno “La polenta in provincia di Cosenza: dalla Polenta della Memoria dei valdesi occitani alla Polenta del Ricordo dei quadarari ammascanti di Dipignano”.
L’iniziativa studia la cucina come strumento di trasmissione dell’identità, partendo da un alimento solitamente associato alle regioni settentrionali ma presente anche nelle tradizioni di alcune comunità calabresi.
A Guardia Piemontese la polenta viene raccontata come parte della memoria della comunità valdese e occitana. Una tradizione familiare conservata nel tempo e progressivamente diventata uno degli elementi del patrimonio culturale locale.
A Dipignano, invece, il piatto richiama la storia dei quadarari, i calderai e maestri del rame che si spostavano lontano dalla Calabria per esercitare il proprio mestiere.
I quadarari e l’incontro con Ponti
Il rapporto tra Dipignano e Ponti affonda le proprie radici nella memoria dei calderai calabresi arrivati nel centro piemontese. La tradizione locale racconta che i maestri dipignanesi ripararono un grande paiolo e ricevettero farina di mais e altri alimenti per preparare una polenta destinata all’intera comunità.
Da questa storia è nato il legame culturale tra i due centri, formalizzato nel maggio del 1965 con il gemellaggio. La ricostruzione pubblicata dal Comune di Dipignano collega la Sagra della Polenta proprio alla memoria dei quadarari e alla loro capacità di costruire relazioni attraverso il lavoro.
I calderai utilizzavano anche un gergo professionale conosciuto come “ammascante”, impiegato per comunicare senza rendere immediatamente comprensibile agli estranei il significato delle parole.
L’incontro del 6 settembre
Il confronto culturale del 6 settembre rappresenterà la prosecuzione dell’appuntamento organizzato a Guardia Piemontese. La riflessione passerà così dalla “polenta della memoria” dei valdesi occitani alla “polenta del ricordo” dei calderai di Dipignano.
Interverranno il sindaco di Dipignano Eugenio Gallo, un rappresentante dell’amministrazione comunale di Ponti, l’assessora al Turismo e allo Spettacolo di Guardia Piemontese Gabriella Sconosciuto e la presidente della Dante Alighieri di Cosenza Maria Cristina Parise Martirano.
Parteciperanno inoltre la scrittrice Gisella Florio, Carmelo Viapiana del Centro culturale valdese, la biologa Annarita Fisico e Sarino Branda, delegato dell’Accademia italiana della Cucina e assessore alle Attività economiche e produttive e al Turismo del Comune di Cosenza.
Il confronto sarà moderato da Eugenio Spadafora e accompagnato dagli intermezzi musicali del cantautore e linguista Roberto Bozzo.
Il messaggio dell’ex sindaco Francesco Capocasale
«Per i cittadini di Dipignano la Sagra della Polenta è la memoria di una parte importante della loro storia. La prima edizione si svolse oltre sessant’anni fa, era il 1965. La comunità era guidata dal sindaco Riccardo Mele. Con il determinante apporto del professor Gustavo Valente, esimio storico, venne avviato il gemellaggio con la cittadina di Ponti, in provincia di Alessandria, in Piemonte, con cui si stabilì un rapporto di amicizia tra le due comunità. Sono rammaricato di non poter partecipare alla manifestazione del 6 settembre per motivi di salute ma auguro all’attuale primo cittadino Eugenio Gallo una perfetta riuscita della iniziativa, salutando con sincera amicizia la delegazione di Ponti e quanti parteciperanno alla festa». Così in una nota Francesco Capocasale, sindaco di Dipignano tra il 1980 e il 1990, in un messaggio indirizzato all’amministrazione comunale in occasione della celebrazione della Sagra della Polenta. «Io stesso – aggiunge Capocasale - ho lavorato per non disperdere questa tradizione riprendendola con le edizioni svolte durante il mio mandato nel 1981, nel 1984 e nel 1989. Il legame con Ponti, che ancora oggi si rinnova, esprime la tenacia dei dipignanesi, ma soprattutto la capacità di coltivare buone relazioni di amicizia. È testimone della laboriosità e dell'affabilità del popolo di Dipignano, in particolare dei maestri calderai, punti di riferimento impressi indelebilmente nella nostra memoria, a cui guardiamo sempre con grande gratitudine. La sagra della polenta è inoltre uno stimolo alla conoscenza della storia e delle tradizioni delle due comunità, quella appunto di Dipignano e quella di Ponti, che si sono unite in un vincolo di amicizia e solidarietà. Fare memoria, attraverso la Sagra della Polenta, equivale, per usare una espressione cara a Cesare Pavese, a non recidere le radici e i legami che tengono unita una comunità, per esaltare un'identità nella consapevolezza – ha concluso Capocasale - che il passato non è solo ciò che è stato ma è anche linfa vitale per tenere aggregata sempre di più la nostra comunità».

