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Selvaggia Lucarelli è tornata a parlare di Fabrizio Corona dopo gli atti offensivi compiuti su un suo cartonato durante un’esibizione al Teatro Nazionale di Milano. In un articolo su Il Fatto Quotidiano, la giornalista ha espresso il suo disagio nel ricevere solidarietà per un episodio che, a suo dire, rappresenta solo la punta dell’iceberg.
«Corona usa la stessa violenza nei miei confronti e di altre donne e uomini da anni, monetizzando il tutto nel silenzio generale – scrive Lucarelli – anzi, tra risate di approvazione, rilanci della stampa e viralità sui social». Un quadro inquietante che, secondo la giornalista, si ripete da tempo, senza reali conseguenze per chi lo mette in atto.
Lucarelli ha poi sottolineato di aver già sporto numerose denunce contro Corona per insulti e minacce, anche durante il tour promozionale del suo libro. Tuttavia, la sensazione è che la giustizia non abbia ancora realmente fatto il suo corso: «A oggi credo abbia aiutato più lui che me». Un punto chiave riguarda l’apparente inesistenza di beni intestati a Corona, elemento che solleva dubbi sulla possibilità di ottenere risarcimenti concreti.
Ma la vicenda non si esaurisce qui. Lucarelli ha puntato il dito anche contro la scarsa attenzione della stampa nei confronti di questioni più spinose legate a Corona, come l’indagine Consob sulla memecoin promossa dall’ex re dei paparazzi. Un progetto rapidamente scomparso dopo le prime denunce di truffa, ma di cui i media hanno parlato pochissimo. L’unica eccezione? Un servizio di Mario Giordano, poi chiuso rapidamente con un’apparente “pace fatta” tra le parti.
Infine, la giornalista critica anche il pubblico che ha sostenuto Corona in teatro, per poi pentirsene il giorno dopo. «In effetti, da Fabrizio Corona si aspettavano Molière», conclude ironicamente Lucarelli, lasciando trasparire tutta l’amarezza per una vicenda che sembra destinata a ripetersi.

