Domani tra Università della Calabria e Istituto “San Francesco di Sales” una giornata di studio sul rapporto tra mafie, formazione e coscienza democratica
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Quale idea di legalità serve oggi per contrastare mafie sempre più capaci di infiltrarsi nelle fragilità sociali, nelle disuguaglianze educative e nei nuovi equilibri del potere contemporaneo? È attorno a questa domanda che ruoterà la giornata di studio “Quale legalità contro le mafie”, in programma domani tra l’Università della Calabria e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Francesco di Sales.
L’iniziativa è promossa dall’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie e la corruzione don Peppe Diana della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’UniCal, nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia.
L’appuntamento si inserisce nel percorso che negli ultimi anni l’ateneo calabrese sta sviluppando sul terreno dell’antimafia educativa, nella convinzione che il contrasto alle organizzazioni criminali non possa limitarsi all’azione repressiva o giudiziaria, ma richieda una profonda trasformazione culturale e sociale.
L’obiettivo del seminario è mettere in dialogo discipline e prospettive differenti — pedagogia, magistratura, sociologia, teologia, intelligence e ricerca educativa — per riflettere sulle condizioni necessarie alla costruzione di una legalità democratica capace di incidere realmente nelle coscienze e nei territori.
La sessione mattutina si svolgerà alle ore 10.30 presso l’University Club dell’Università della Calabria con i saluti istituzionali del prorettore vicario Stefano Curcio e di Antonio Foderaro, decano della Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
A coordinare i lavori sarà Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’UniCal. Interverranno don Marcello Cozzi, coordinatore dell’IRFI “don Peppe Diana”, la sostituta procuratrice generale di Catanzaro Marisa Manzini e Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence, che proporrà una riflessione sulle trasformazioni delle mafie contemporanee nell’età globale.
Nel pomeriggio, dalle ore 16 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales”, il focus si sposterà sul rapporto tra educazione, comunità ecclesiali e costruzione della coscienza democratica.
I lavori saranno introdotti da don Emilio Salatino e da Rossana Adele Rossi, coordinatrice del Corso di Studio unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche dell’UniCal. Dialogheranno Tullio Romita e don Ennio Stamile, rettore dell’associazione UniRiMi Rossella Casini, impegnata nella promozione della memoria delle vittime innocenti delle mafie e nella costruzione di percorsi di cittadinanza attiva nei territori più fragili della Calabria.
Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato. La giornata di studio punta così a rilanciare il valore delle alleanze educative tra università, scuola, magistratura, Chiesa e società civile, nella convinzione che la legalità democratica debba tradursi in partecipazione, responsabilità collettiva e giustizia sociale.
In questa prospettiva, la pedagogia dell’antimafia sviluppata all’Università della Calabria prova a superare una lettura esclusivamente emergenziale del fenomeno mafioso, interpretandolo come questione educativa, antropologica e culturale. Perché le mafie, oggi più che mai, continuano ad alimentarsi non soltanto attraverso la violenza criminale, ma anche tramite consenso sociale, subordinazione culturale e povertà educative.

