L'ex sindaco e consigliere di opposizione chiede a monsignor Maurizio Aloise di valutare la situazione pastorale dopo le tensioni nate durante e dopo la campagna elettorale. Nella lettera vengono segnalati presunti episodi di coinvolgimento politico del sacerdote
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Una richiesta di intervento rivolta direttamente all'Arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, affinché venga approfondita la situazione che, secondo il consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco Luciano Francesco Marranghello, avrebbe provocato una profonda frattura all'interno della comunità di San Lorenzo del Vallo.
Con una formale segnalazione inviata all'autorità ecclesiastica, Marranghello sostiene che una parte significativa della cittadinanza avrebbe percepito un coinvolgimento del parroco, don Vincenzo Miceli, nella recente campagna elettorale a sostegno dell'attuale sindaco Vincenzo Rimoli e, contestualmente, in contrapposizione alla sua candidatura.
Nella lettera vengono richiamati diversi episodi che, secondo il consigliere comunale, avrebbero alimentato tale percezione: dai rapporti con soggetti vicini all'attuale amministrazione all'utilizzo di locali ecclesiastici per iniziative ritenute a carattere elettorale, fino al ripetuto suono delle campane durante alcuni comizi della lista Marranghello e ad alcune affermazioni attribuite al parroco nei confronti dell'ex candidato sindaco e dei suoi sostenitori.
Marranghello precisa che la propria iniziativa non nasce dalla volontà di contestare l'esito delle elezioni comunali, che afferma di aver pienamente riconosciuto, né da ragioni personali.
«Il problema – afferma – va ormai molto oltre la mia persona e la recente campagna elettorale. A San Lorenzo del Vallo si è determinata una profonda e preoccupante lacerazione della comunità. Il paese non è più diviso soltanto, come è fisiologico in una democrazia, tra maggioranza e opposizione politica, ma anche tra sostenitori e non sostenitori dello stesso parroco».
Secondo Marranghello, una parte consistente dei cittadini non vivrebbe più un rapporto di serenità e fiducia con il sacerdote e non percepirebbe più la parrocchia come «una casa realmente comune», capace di accogliere tutti indipendentemente dalle appartenenze politiche.
Nella segnalazione vengono inoltre richiamati alcuni principi del diritto canonico relativi ai doveri dei chierici, alla promozione della concordia e ai limiti della partecipazione attiva alla vita politica.
L'ex sindaco chiede quindi all'Arcivescovo di approfondire i fatti segnalati, ascoltare le diverse componenti della comunità e valutare «se sussistano ancora le condizioni affinché don Vincenzo Miceli possa continuare ad esercitare con serenità, autorevolezza ed efficacia il proprio ministero pastorale a San Lorenzo del Vallo».
«Non spetta a me indicare quali provvedimenti debbano essere adottati – conclude Marranghello – perché questa valutazione appartiene esclusivamente all'Autorità ecclesiastica. Ritengo, però, mio diritto e mio dovere rappresentare una situazione che non può più essere ignorata. La questione non riguarda più Marranghello, don Vincenzo Miceli o le elezioni appena concluse. Riguarda la serenità dell'intera comunità di San Lorenzo del Vallo. La Chiesa deve unire, non dividere. La parrocchia deve essere la casa di tutti».

