La costa di San Nicola Arcella è uno dei tratti più spettacolari del Tirreno cosentino ed è uno dei luoghi in cui la Calabria, grazie al famoso Arcomagno, mostra il suo volto più conosciuto nel mondo.

San Nicola Arcella si affaccia sul Golfo di Policastro, all’estremità settentrionale della provincia di Cosenza, nel cuore della Riviera dei Cedri. Il borgo domina il mare dall’alto e sembra vivere in equilibrio tra due dimensioni: quella del centro abitato, raccolto sulla collina, e quella della costa, che si apre più in basso in una successione di baie, spiagge, scogliere e cavità naturali.

L’Arcomagno, una porta di pietra aperta sul Tirreno

L’Arcomagno è un gigantesco arco naturale si apre nella roccia e lascia entrare il mare in una piccola baia nascosta. Dietro, stretta tra alte pareti, c’è la spiaggetta di Marinella, che prende il nome dall’omonima località balneare. La luce attraversa l’apertura e cambia continuamente il colore dell’acqua: il blu diventa turchese, poi verde, poi trasparente. È questa immagine che ha fatto e continua a fare il giro del mondo.

Ma la fama ha avuto anche un prezzo. Per anni attorno all’Arcomagno si è consumato un paradosso: il sito continuava a essere raggiunto da migliaia di persone nonostante l’accesso via terra fosse interessato da divieti e limitazioni legati alle condizioni di sicurezza. I visitatori arrivavano comunque, via mare o via terra, in uno spazio naturale tanto spettacolare quanto piccolo e fragile.

Negli ultimi anni San Nicola Arcella ha scelto di cambiare strada. Nel 2022, l’Arcomagno è stato riaperto alla fruizione pubblica attraverso un sistema di accessi contingentati disposto dall’amministrazione comunale targata Eugenio Madeo e affidato alla gestione della Pro Loco, presieduta da Cristina Avallone. Oggi si può entrare, ma secondo regole precise e il flusso è seguito dal personale incaricato.

L’Arco di Enea, le grotte e le piccole calette

L’Arcomagno è il più imponente, ma non è l’unico arco naturale di San Nicola Arcella. Lungo la costa si incontra anche l’Arco di Enea, più piccolo e meno celebre, sorto sul bagnasciuga invece che in mare, ma è parte dello stesso straordinario paesaggio geologico. Attorno si aprono grotte, cavità e piccole insenature che raccontano il lavoro incessante del mare sulla roccia. La costa cambia forma a ogni curva e ogni apertura sembra nascondere un altro tratto di paesaggio.

Gli scogli, sentinelle naturali davanti alla costa

A rendere inconfondibile il profilo di San Nicola Arcella sono anche gli scogli che emergono dal mare. Tra questi c’è lo “Scorzone”, una delle formazioni rocciose più caratteristiche del litorale. Il nome richiama, nel dialetto locale, la forma di un grande serpente. Poco distante, altri scogli punteggiano la baia sannicolese.

Torre Crawford, una storia sospesa sul mare

Poi c’è la Torre Crawford. È una delle antiche torri di avvistamento costruite lungo il litorale calabrese per controllare il mare e difendere le popolazioni dalle incursioni provenienti dalla costa. Molti secoli dopo, alla fine del 1800, quella torre conquistò uno scrittore americano. Francis Marion Crawford, tra gli autori più conosciuti della letteratura anglosassone dell’epoca, soggiornò a lungo a San Nicola Arcella e legò per sempre il proprio nome alla costruzione saracena. 

Baia Azzurra, dove lo sguardo si allarga

Sul versante meridionale del territorio si apre invece la Baia Azzurra. Qui il paesaggio cambia ancora. Se l’Arcomagno è uno spazio raccolto, quasi nascosto, Baia Azzurra è apertura. Lo sguardo si allarga sul Tirreno, incontra la costa, le montagne e, in lontananza, l’Isola Dino, la sontuosa isola simbolo della città di Praia a Mare.

San Nicola Arcella, per bellezza è natura, è qualcosa che si avvicina molto al concetto di paradiso terrestre. E d’altronde, basta recarsi al belvedere, la terrazza panoramica costruita a picco sul mare, per ammirare il punto in cui cielo e mare si fondono e osservare l’infinito e oltre.