Una segnalazione apparsa sui social riporta l’attenzione sul tema del degrado e dei controlli nelle aree naturalistiche della Sila.

Nel mirino c’è la zona del Macchione, lungo il sentiero 443, dove un utente denuncia una situazione definita di «degrado assoluto», documentando la presenza di una struttura utilizzata impropriamente come bagno, oltre a rifiuti e tracce di fuochi.

«Altro che pittoresco, questo è degrado assoluto», si legge nel post, che punta il dito contro comportamenti incivili e contro quello che viene definito turismo “mordi e fuggi”.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, la situazione sarebbe andata avanti per tutta l’estate, senza che venissero adottati interventi risolutivi.

«Dove sono i controlli?»

Il tono dell’appello è netto. «Com’è possibile? Dove sono i controlli?», si legge ancora nel post, che chiede azioni immediate a tutela dei boschi e delle aree escursionistiche.

La denuncia riapre un tema ricorrente nelle aree montane più frequentate: quello della convivenza tra turismo, fruizione dei sentieri e tutela ambientale.

Con l’aumento delle presenze, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore afflusso, tornano infatti al centro dell’attenzione la gestione dei rifiuti, il rispetto dei divieti di accensione dei fuochi e il presidio delle aree più sensibili.

Al momento si tratta di una segnalazione social, ma il messaggio è chiaro: chi vive e frequenta la Sila chiede più controlli e interventi capaci di impedire che aree di pregio naturalistico vengano lasciate al degrado.