La storica Fiera d’Ottobre di Spezzano Albanese Scalo è stata cancellata. La decisione, comunicata sui social dall’amministrazione comunale, sarebbe legata al blocco dei mezzi agricoli in corso nei pressi della rotatoria dello Scalo.

L’annullamento della manifestazione ha provocato la reazione di Vincenzo Borrelli, che contesta la scelta del Comune e sostiene che la fiera avrebbe potuto svolgersi utilizzando la viabilità alternativa e coordinando gli accessi con gli agricoltori impegnati nella protesta.

«La decisione di annullare del tutto la fiera appare ingiustificata e priva di senso di responsabilità verso il tessuto economico locale», dichiara Borrelli.

Il blocco dei mezzi agricoli

La protesta degli agricoltori interessa la rotatoria di Spezzano Albanese Scalo. Secondo la ricostruzione fornita da Borrelli, il presidio sarebbe organizzato in modo da consentire periodicamente il passaggio dei veicoli e garantire la circolazione nelle situazioni di maggiore necessità.

«Il blocco pacifico attuato dagli agricoltori sta funzionando in modo assolutamente civile e coordinato – sostiene –. I manifestanti garantiscono il filtraggio dei veicoli ogni 15-20 minuti, consentendo il passaggio prioritario ad anziani, casi d’emergenza e persone dirette verso le strutture ospedaliere».

Borrelli afferma inoltre che la zona nella quale si svolge tradizionalmente la manifestazione sarebbe raggiungibile attraverso percorsi alternativi. Per questa ragione, a suo giudizio, l’amministrazione avrebbe potuto mantenere l’appuntamento adottando misure organizzative specifiche.

Una manifestazione dalle radici antiche

La Fiera d’Ottobre rappresenta uno degli appuntamenti storici del territorio dell’Esaro e della Piana di Sibari. Secondo quanto riportato nella nota di Borrelli, le sue origini risalirebbero al XIV secolo, in un periodo precedente all’insediamento della comunità arbëreshë.

L’evento è tradizionalmente collegato alle attività commerciali e agricole dell’area. Sempre secondo la ricostruzione proposta da Borrelli, le sospensioni sarebbero state molto rare e limitate all’emergenza sanitaria legata al Covid-19 o a condizioni meteorologiche particolarmente gravi.

L’annullamento dell’edizione 2026 avrebbe quindi ripercussioni soprattutto sugli operatori economici che avevano programmato la propria partecipazione.

Borrelli chiede un confronto con gli agricoltori

La critica non riguarda soltanto la cancellazione della fiera, ma anche la gestione politica e istituzionale della protesta.

Secondo Borrelli, il Comune avrebbe dovuto avviare un confronto con gli organizzatori del presidio e cercare una soluzione capace di garantire contemporaneamente la manifestazione, la sicurezza e il diritto degli agricoltori a esprimere le proprie rivendicazioni.

«Invece di cancellare d’imperio un appuntamento secolare, l’amministrazione avrebbe dovuto farsi promotrice di un dialogo, permettendo la fiera e trasformandola in una preziosa occasione di solidarietà collettiva», afferma.

Borrelli collega la mobilitazione degli agricoltori al caro carburante e all’aumento dei costi che stanno interessando il settore. A suo giudizio, lo svolgimento della fiera avrebbe potuto offrire un’occasione di incontro tra cittadini, commercianti e produttori agricoli.

Le critiche alla politica e alle associazioni

Nella nota vengono chiamati in causa anche i rappresentanti politici regionali e locali, tanto di maggioranza quanto di opposizione, oltre alle associazioni di categoria dei commercianti.

Borrelli lamenta l’assenza di prese di posizione sulla cancellazione e invita gli amministratori a interrogarsi sulle conseguenze delle proprie decisioni per il comparto agricolo e per l’economia locale.

«La Calabria è una terra a forte trazione agricola e turistica: non abbiamo grandi industrie ed è proprio sulla terra, sui suoi prodotti e sul commercio locale che si fonda la nostra economia», conclude Borrelli.