È morto Igor Protti, uno dei bomber più amati del calcio italiano e autentica bandiera del Livorno, città che lo aveva adottato al punto da amarlo al pari, se non più, di Cristiano Lucarelli. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social.

«Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo», si legge nel post. Nel messaggio d'addio, Protti ha voluto ringraziare la sua famiglia, le persone che gli sono state vicine e i tifosi delle squadre nelle quali ha giocato nel corso della sua lunga carriera.

Nato calcisticamente tra i professionisti negli anni Ottanta, Igor Protti ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano grazie alle esperienze con Messina, Bari, Lazio, Napoli, Reggiana e soprattutto Livorno. Il suo nome resterà nella storia per un primato unico: è stato infatti l'unico capocannoniere della Serie A a retrocedere nello stesso campionato con la propria squadra, il Bari, nella stagione 1995-1996.

La seconda parte della sua carriera è diventata un modello di longevità e rendimento. A 33 anni scelse di scendere in Serie C1 con il Livorno, diventandone rapidamente il simbolo. Tra i 34 e i 35 anni conquistò per due volte il titolo di capocannoniere del girone, mentre a 36 anni trascinò gli amaranto in Serie B segnando 23 reti. Insieme a Dario Hubner è l'unico calciatore ad aver vinto la classifica marcatori in tutte le categorie professionistiche del calcio italiano.

Quando nel 2003 sembrava arrivato il momento del ritiro, l'amore della piazza livornese e il ritorno di Cristiano Lucarelli lo convinsero a continuare. La coppia Protti-Lucarelli divenne una delle più prolifiche della categoria, firmando complessivamente 44 gol e guidando il Livorno verso la promozione in Serie A. Dopo un'ultima stagione nella massima serie, chiusa con sei reti, Protti salutò definitivamente il calcio giocato.

Nel corso della sua carriera Igor Protti ha affrontato il Cosenza in 12 occasioni ufficiali, realizzando due reti. Con la maglia del Messina collezionò cinque presenze senza andare a segno, mentre con il Bari affrontò i rossoblù tre volte senza trovare la rete. Più incisive le sfide disputate con Reggiana e Livorno: con i granata segnò nel successo per 3-2 del 1999, mentre con gli amaranto realizzò una rete nella vittoria per 2-0 allo stadio San Vito-Marulla nel campionato di Serie B 2003-2004.

Con la sua scomparsa il calcio italiano perde uno dei suoi attaccanti più rappresentativi, protagonista di una carriera costruita sui gol, sulla passione e su un legame indissolubile con le tifoserie che ne hanno accompagnato il percorso sportivo.