L’ex campione del mondo (e dei Giochi) e Daniele Bennati hanno affrontato l’ascesa insieme alla carovana di Jovanotti. Ora le parole di Bettini accendono il sogno di vedere Acri protagonista di una futura tappa del Giro d’Italia
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«Per me la salita di oggi è tra le tre più dure che ho fatto». Le parole di Paolo Bettini, pronunciate insieme a Daniele Bennati al termine della prima tappa calabrese del JovaGiro, potrebbero trasformarsi in una suggestione destinata a guardare oltre il viaggio in bicicletta di Jovanotti in Calabria. La Crista d’Acri, affrontata ieri dalla carovana del cantautore, ha infatti impressionato anche due uomini che conoscono bene le grandi montagne del ciclismo. Bettini e Bennati hanno raccontato in diretta la durezza dell'ascesa, soffermandosi sulle pendenze e sui chilometri affrontati prima di raggiungere Acri.
«Io ho dichiarato ufficialmente che per me la salita di oggi è tra le tre più dure che ho fatto», ha sottolineato Bettini. Un giudizio che assume un peso particolare proprio perché arriva da un ex campione abituato alle salite del grande ciclismo. E allora quella frase potrebbe essere presa come una palla al balzo per rilanciare un'idea: perché non provare, in futuro, a portare proprio la Crista d’Acri dentro una tappa del Giro d’Italia?
Al momento, naturalmente, non c'è alcuna proposta ufficiale né un progetto. Ma il commento di Bettini apre una suggestione: se una salita viene giudicata da un campione del suo calibro tra le più dure affrontate, potrebbe diventare anche un biglietto da visita per il territorio e per chi, in futuro, dovrà disegnare i percorsi della Corsa Rosa. Il Giro d’Italia ha dimostrato più volte come l'inserimento di nuove ascese possa trasformare strade locali in nuovi luoghi simbolo del ciclismo. Il sito ufficiale della Corsa Rosa dedica infatti una sezione specifica alle salite che hanno fatto la storia del Giro, comprese quelle diventate celebri dopo essere state inserite per la prima volta nel percorso. La Crista d’Acri, per caratteristiche e durezza, potrebbe dunque ambire a diventare una nuova sfida per i professionisti. Una possibilità tutta da costruire, ma che le parole di Bettini rendono decisamente più suggestiva.
Nel racconto di Bettini e Bennati c'è spazio anche per Jovanotti: «Lorenzo non va piano. Lorenzo va fortissimo», ha detto Bettini, spiegando come il cantautore riesca a mantenere un ritmo costante anche quando la strada comincia a impennarsi. «Appena inizia la salita la gente sparisce», ha raccontato l'ex campione, sottolineando invece la capacità di Jovanotti di non perdere ritmo. E mentre la carovana affrontava la Crista d’Acri, Bettini e Bennati hanno avuto anche un ruolo da “angeli protettori”, come li ha definiti lo stesso Bettini, accompagnando Jovanotti e il gruppo lungo la salita. La tappa dalla Basilicata ad Acri ha superato i 120 chilometri, con circa 1.200 metri di dislivello concentrati soprattutto nella parte finale. Jovanotti ha definito la Crista d’Acri «una salita epica» e ha raccontato di aver affrontato «1.200 metri di dislivello in 10 chilometri».
Ora la carovana è ripartita verso Catanzaro, ma la domanda resta sul tavolo: la Crista d’Acri potrebbe un giorno diventare una salita del Giro d’Italia? Per ora è soltanto una fantasia. Ma dopo il giudizio di uno come Bettini, forse vale la pena cominciare a parlarne.


