Tre finali decise all’ultimo possesso, un piazzale pieno di pubblico e la festa per la promozione in Serie C della Pirossigeno Cosenza Basket. Si è chiusa così la prima edizione della Rende Urban Cup, il torneo 3x3 che per quattro giornate ha trasformato il piazzale del PalaPirossigeno in un vero playground urbano.

Lo slogan scelto per accompagnare l’evento, “We don’t ball, we battle”, ha raccontato bene lo spirito della manifestazione: non solo basket, ma energia, partecipazione e competizione fino all’ultimo pallone.

Il piazzale del PalaPirossigeno diventa playground

Nel cuore di Villaggio Europa, la Rende moderna ha provato a respirare l’atmosfera dei campetti di strada americani, con il pubblico vicino al campo, il tifo continuo e le partite vissute punto su punto.

Il confronto con scenari iconici come The Cage di Greenwich Village resta suggestivo, ma la serata conclusiva della Rende Urban Cup ha restituito una fotografia chiara: il basket di strada può trovare spazio anche in città, coinvolgendo atleti, tifosi e famiglie.

La prima edizione si è chiusa con tre finali combattute. Nella categoria Under 16, i Pagnottari hanno battuto The Big Four con il punteggio di 8-7. Nell’Under 20, Luzzi ha superato Lob City 8-5, rimontando la squadra che aveva dominato il girone a punteggio pieno. Nella finale Open, i Desaparecidos hanno avuto la meglio sui Tinderwolves per 12-11.

Piro: «Rende e Cosenza meritano eventi del genere»

La cerimonia di premiazione ha chiuso una serata segnata dalla presenza costante del pubblico ai bordi del campo.

«Vedere tutta questa gente attorno al campo è la risposta più bella che potevamo ricevere», ha dichiarato Gaetano Piro, vicepresidente della Pirossigeno Cosenza Basket. «Rende e Cosenza meritano eventi del genere. Portare il basket di strada in città, con questo format e questa partecipazione, è qualcosa da ripetere».

La serata è stata anche l’occasione per celebrare la promozione in Serie C della Pirossigeno Cosenza Basket, dando alla chiusura del torneo il tono di una festa sportiva condivisa.

Carofiglio: «20 squadre e 61 partite in quattro giornate»

A tracciare il bilancio della manifestazione è stato il direttore generale Claudio Carofiglio.

«20 squadre, 61 partite nel corso di quattro giornate di gara. Tre categorie, pubblico in crescita sera dopo sera. Siamo soddisfatti e orgogliosi», ha dichiarato.

Carofiglio ha ringraziato Pubblidoro Group, main sponsor della manifestazione, «per aver creduto nel progetto fin dall’inizio», Decathlon, sponsor tecnico, per il supporto ad atleti e tifosi, e Red Bull, presente nella serata finale con la sua automobile-lattina e gli energy drink.

«Senza dimenticare i nostri splendidi atleti, il pubblico e tutto lo staff che ci ha affiancato in questa manifestazione», ha aggiunto il direttore generale.

I vincitori della prima edizione

Nella categoria Open il successo è andato ai Desaparecidos, squadra composta da Simone Ginefra, Daniele Russo, Vincenzo Perrone e Marco Grandinetti.

Nella categoria Under 20 ha vinto Luzzi, con Leandro Capparelli, Francesco Lonetti, Alessandro Carofiglio e Riccardo Meduri.

Nell’Under 16 si sono imposti i Pagnottari, con Massimiliano Adamo, Mario Gagliardi, Alessandro Ippolito Leone e Andrea Grillo.