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Antimafia al lavoro, casi di “incandidabilità” nel Comune di Scalea

Antimafia al lavoro, casi di “incandidabilità” nel Comune di Scalea

Gli accertamenti della commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi, grazie al supporto delle prefetture, della Dia e dei carabinieri, avrebbero permesso di individuare alcuni candidati “non a norma” secondo la legge Severino. Gli altri comuni sarebbero Ricadi, Joppolo, Badolato, San Sostene, San Luca e Platì

“Impresentabili” o incandidabili. La Commissione parlamentare antimafia dirà tutto in una conferenza stampa convocata per domani mattina, ma emerge già qualcosa dallo screening che ha riguardato circa quattromila candidati: al lavoro le prefetture, Dia e carabinieri. In Calabria i comuni interessati sarebbero Scalea (Cosenza), Ricadi e Joppolo (Vibo Valentia), Badolato e San Sostene (Catanzaro), San Luca e Platì (Reggio Calabria). La situazione più delicata – riferiscono fonti parlamentari all’Agi – sarebbe a Platì dove ci sarebbe la conferma nelle liste di persone legate alle famiglie più note della ’ndrangheta. La presidente Bindi, nella relazione sulla “Trasparenza delle candidature in vista delle comunali” aveva invitato le forze politiche «a darsi codici etici e strumenti per selezionare la classe dirigente, soprattutto quando si vanno a ricoprire incarichi istituzionali e amministrativi in istituzioni cosi’ esposte come i comuni» e a lanciare l’allarme «perché le amministrazioni locali sono il primo varco di penetrazione delle mafie nella politica e nella pubblica amministrazione».

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