Giudiziaria

Motel Sybaris, la Dda rivendica: «E’ un bene confiscato». La replica dei legali: «Ancora per poco»

Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri ha inviato una nota alle agenzie di stampa con la quale spiega che il motel Sybaris, per il momento, rimane a disposizione dell’Agenzia dei beni confiscati. Ma gli avvocati di Augusto Costa controbattono: «Comunicato inopportuno».

«In relazione alle notizie diffuse dalla stampa e relative alla restituzione della struttura alberghiera Hotel Sybaris a seguito di pronuncia della Corte di Appello – Sezione Misure di Prevenzione di Catanzaro che ha annullato, peraltro con provvedimento non definitivo, la confisca già a suo tempo disposta dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Cosenza» si legge nel comunicato della Dda di Catanzaro «si precisa che la struttura rimane nella disponibilità dell’Agenzia dei beni confiscati in quanto già acquisita al patrimonio dello Stato, anche sulla scorta di una Sentenza del Tribunale di Castrovillari, divenuta definitiva in data 24 giugno 2013, che, affermando la responsabilità penale per più delitti di usura aggravati dalla mafiosità di Costa Francesco e Costa Vincenzo, disponeva la confisca, a fini penali, della struttura Hotel Sybaris», conclude l’Ufficio antimafia di Catanzaro.

In attesa dell’esecutività del provvedimento, i legali di Augusto Costa – gli avvocati Enzo Belvedere e Antonio Sposato – hanno replicato dai microfoni di Cosenza Channel alla Dda di Catanzaro, la cui nota è stata ritenuta «inopportuna».

Tuttavia, il percorso giudiziario del caso in questione non è completato. Infatti, il prossimo passo dei due legali che assistono il ristoratore di Cassano all’Jonio, sarà quello di presentare un’istanza presso il giudice dell’esecuzione della fase di cognizione, sulla base di un novum determinato dal giudizio positivo in sede di Misure di Prevenzione rispetto al terzo interessato, Augusto Costa, che non aveva mai preso parte al processo di confisca in relazione al procedimento penale, denominato “Omnia”, né alla Misura di Prevenzione nei confronti del genitore, e che avendo per la prima volta avanzato l’istanza di restituzione del bene, ha trovato immediata giustizia in sede di Misure di Prevenzione, così come dovrebbe trovarla, alla luce del decreto di revoca della confisca, non potendo residuare un contrasto di giudicati.

Gli avvocati Enzo Belvedere e Antonio Sposato ritengono che la Dda di Catanzaro potesse evitare di precisare, o ribadire «semplici concetti, che contrastano con ciò che giuridicamente accade ogni qualvolta un nuovo giudicato dia ragione rispetto a sequestri, che nel caso di specie erano completamente inopportuni». (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

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