Giudiziaria

Operazione “Jonny”, l’ascesa di Leonardo Sacco nella Misericordia italiana

E’ la figura principale delle presunte attività illecite della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. E’ finito in carcere insieme ad altre 67 persone, oggetto del procedimento penale denominato “Jonny”, coordinato dalla Dda di Catanzaro. 

Parliamo di Leonardo Sacco, nato a Cariati, ma residente da anni a Isola Capo Rizzuto. «Al servizio della cosca Arena», dicono gli investigatori.

La sua scalata nella Misericordia italiana nasce nel 1998, quando a soli 19 anni viene eletto consigliere della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia con sede a Firenze. Dal 2001 al 2003 è stato membro del Consiglio di presidenza della stessa Confederazione con la delega all’immigrazione ed al settore internazionale, cariche che ha ricoperto dal 2007 al luglio 2012.

Dal 2007 ha ricoperto la carica di Coordinatore Regionale delle Misericordie Calabresi. Dal luglio 2012 al dicembre 2015 è stato vicepresidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. E’ stato membro anche del Consiglio territoriale per l’immigrazione presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Crotone.

La Fraternita Misericordia di Isola Capo Rizzuto viene fondata nel 1988 con scopi “volontaristici”. Secondo alcuni collaboratori di giustizia, Sacco era costretto a rivolgersi per le varie forniture solo agli Arena, che dominavano il territorio isolano.

Tra questi vi è Francesco Oliverio, che riferisce di aver “prestato” due suoi uomini per lavorare in uno dei settori della ristorazione riconducibili agli Arena. «Fiore GENTILE fu molto chiaro nel dirci che la famiglia ARENA controllava il C.A.R.A. di Sant’Anna per il tramite di Leonardo SACCO. Per controllo intendeva dire che tutte le forniture del C.A.R.A. erano assicurate dalla famiglia ARENA. Leonardo SACCO doveva rivolgersi, per l’appunto per le forniture, alle persone indicate dalla cosca ARENA, le quali erano solite gonfiare le fatture cosi’ si creavano fondi da corrispondere alla bacinella degli ARENA…Lo stesso Paolo SPINA IACONIS mi ha riferito che “la Campagnola” preparava i pasti per il CARA che era gestito dalla Misericordia di Leonardo SACCO. I gestori della Campagnola gonfiavano le fatture in modo tale da ricavare denaro che lo stesso SACCO consegnava agli uomini del clan ARENA ed in particolare ai fratelli GENTILE, a Pasquale ARENA detto “nasca”».

SACCO SAPEVA… Leonardo Sacco era finito nel mirino della Dda di Catanzaro già nel 2005 quando fu osservato un appuntamento tra lui e Franco Gentile a Crotone. Prima di arrivare nel luogo indicato, Sacco dice al suo interlocutore che «vedi che hai due cani dietro che ti stanno seguendo». Risponde Gentile: «Li ho visti». Tre anni dopo l’Espresso pubblica un servizio sulla “Misericordia” di Isola Capo Rizzuto, che viene ripreso dalla Dda di Catanzaro nel decreto di fermo.

Dal canto suo, Leonardo Sacco scrive agli iscritti della Confraternita, respingendo al mittente le “accuse” dell’Espresso. In tal senso, gli investigatori non esitano a definire «azzardate» le rimostranze di Sacco rispetto all’inchiesta giornalistica, soprattutto alla luce delle ultime risultanze investigative. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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