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Omicidio Marincolo, raffica di arresti: l’operazione è della Dia

Omicidio Marincolo, raffica di arresti: l’operazione è della Dia

Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei presunti autori dell’assassinio di mafia avvenuto a Cosenza nei primi anni del 2000. La vittima fu Francesco Marincolo.

Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei presunti autori dell’assassinio di mafia avvenuto a Cosenza nei primi anni del 2000. La vittima fu Francesco Marincola.

Questa mattina la Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Dda di Catanzaro, per l’omicidio di mafia commesso dall’allora cosca cosentina “Bruni-zingari”.

Decisive le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, e in particolare di Franco Bruzzese, Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti, che hanno arricchito le indagini svolte dalla Dia, che ha ricostruito tutte le fasi antecedenti e successive al delitto di mafia.

Tra le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare ci sono Daniele Lamanna, Carlo Lamanna, Umile Miceli, Mario Attanasio, Adolfo Foggetti e Giovanni Abruzzese.

Nel giorno dell’agguato di mafia rimase ferito anche Adriano Moretti, salvato dall’intervento di un’altra persona che lo portò al pronto soccorso di Cosenza.

Quello di Francesco Marincolo fu l’ultimo omicidio della guerra di mafia tra il clan “Bruni-zingari” e la cosca “Cicero-Lanzino”. La vittima infatti, secondo le fonti investigative, era un affiliato del gruppo degli italiani. Era il 2004 e dopo 14 anni la magistratura ha fatto finalmente luce su questo delitto. Seguono aggiornamenti su ulteriori dettagli dell’inchiesta curata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

LE INDAGINI. Le ricostruzioni investigative, corroborate dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che nel tempo ne hanno riferito, hanno consentito di accertare che ad esplodere i colpi mortali nei confronti di Francesco Marincolo, al momento dell’agguato a bordo della propria auto, fu lo stesso Michele Bruni, dopo aver affiancato l’auto della vittima, a bordo di una moto, guidata da Carlo Lamanna, e risultata poi rubata alcuni giorni prima sul lungomare di Paola.

Sull’auto di Marincolo, al momento dell’omicidio di questi, si trovava, per caso, anche Moretti Adriano, ma che dalle indagini risultò non essere obiettivo dei killer, anche se cognato di Gianfranco Ruà.

Le complesse indagini condotte dalla Sezione DIA di Catanzaro, sotto la direzione della Dda di Catanzaro, hanno consentito, di individuare i mandanti, gli esecutori ed i fiancheggiatori del citato fatto di sangue consumatosi nel luglio del 2004, in via Roberta Lanzino a Cosenza, riconducendone il movente, oltre che nella volontà di affermare la supremazia criminale della cosca di appartenenza, nella vendetta attuata da Michele Bruni contro i clan avversi, responsabili, tra gli altri, dell’omicidio del padre Francesco, avvenuto nel luglio 1999, e dell’omicidio del mammasantissima Antonio Sena, avvenuto nel maggio del 2000.

L’attività della Dia di Catanzaro, corroborata dalle dichiarazioni dei primi collaboratori di giustizia, ha consentito di individuare gli esecutori dell’omicidio di Marincolo e, successivamente, per mezzo di ulteriori attività d’indagine supportate dalle dichiarazioni di altri e più recenti collaboratori di giustizia, si completava con ulteriori e significativi elementi di responsabilità, evidenziati a carico degli indagati, in ordine al citato omicidio, e confluiti nel provvedimento restrittivo.

Sui ruoli di ciascun destinatario della misura cautelare eseguita questa mattina dalla DIA, le risultanze delle indagini e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, concordemente individuano il defunto Michele Bruni, insieme a Carlo Lamanna, quali esecutori materiali dell’omicidio, Giovanni Abruzzese quale partecipe alla fase deliberativa dell’omicidio, in ragione dell’alleanza, al tempo, fra il clan Bruni “Bella bella” e quello degli “Zingari”, Umile Miceli con il compito di studiare le abitudini della vittima e con funzioni di palo o “specchietto” e Mario Attanasio con funzioni di appoggio logistico sia nelle fasi precedenti che in quelle successive all’agguato omicidiario.

L’odierna operazione della DIA si colloca in una più ampia strategia investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia, avviata da tempo, per far luce su una serie di omicidi verificatisi su Cosenza, che ha consentito, con le varie operazioni convenzionalmente denominate Terminator (1-2-3-4), di ricostruire numerosi fatti di sangue, riconducibili all’allora gruppo confederato Cicero-Lanzino a distanza di anni dai fatti, con la valorizzazione delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, preliminarmente e minuziosamente riscontrate con le risultanze di attività investigative condotte. (Antonio Alizzi)

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