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Clinica Tricarico, buco milionario: perquisizioni in tutta la provincia

Clinica Tricarico, buco milionario: perquisizioni in tutta la provincia

La procura della Repubblica di Paola accende i riflettori sulla clinica Tricarico di Belvedere Marittimo, alla luce del fallimento avvenuto il 17 luglio scorso della “Inr”, società che deteneva la maggioranza delle quote riconducibili alla famiglia Tricarico. 

Per capire se vi siano gli estremi di reato della bancarotta fraudolenta, il procuratore capo Pierpaolo Bruni questa mattina ha firmato decreti di perquisizioni nei confronti di più soggetti, sempre legati alla famiglia Tricarico, sequestrando una notevole mole di documenti contabili conservati nella struttura sanitaria.

Le perquisizioni sono iniziate intorno alle 4 di questa mattina prima nelle abitazioni private dei Tricarico, poi i finanzieri si sono spostati negli uffici amministrativi della clinica, portando via faldoni interi di carte della clinica Tricarico, nonché controllando tutti i computer presenti all’interno delle stanze in cui avviene la contabilità.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la società fallita avrebbe distratto beni e fondi avendo in bilancio un buco milionario di circa 100 milioni di euro a fronte di accreditamenti del sistema sanitario nazionale, effettuati da Regione Calabria e Asp di Cosenza, che erano nettamente inferiori alle uscite.

I finanzieri intendono ricostruire tutta l’attività aziendale che ha portato la società prima al collasso e poi al fallimento, decretato di recente dal tribunale di Paola. Per questo motivo, un altro gruppo di militari delle Fiamme Gialle si sono recati negli uffici dell’Asp di Cosenza, dove sono state sequestrate altre carte inerenti alla vicenda giudiziaria incardinata dall’ufficio inquirente tirrenico.

Oggi la clinica è sotto il controllo dell’amministrazione giudiziaria e prosegue nell’attività aziendale. Il 22 novembre prossimo ci sarà l’adunanza dei creditori, in attesa che nuovi imprenditori decidano di fare un’offerta per rilevare tutta l’attività aziendale e garantire ai dipendenti una prosecuzione del rapporto di lavoro.

Tuttavia, la procura di Paola lavorerà a 360 gradi per far venire a galla eventuali responsabilità penali che, secondo quanto ipotizzato, avrebbero procurato danni economici ai lavoratori ma più in generale ai creditori che offrivano servizi esterni. (Antonio Alizzi)

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