La Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto le richieste dell’avvocato Francesco Nicoletti, ribaltando la sentenza del Tribunale di Castrovillari
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La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto F.G., pregiudicato rossanese, dall’accusa di occupazione abusiva di terreno comunale e dalle altre ipotesi di reato collegate. La decisione è arrivata in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’avvocato Francesco Nicoletti, difensore di fiducia dell’imputato.
La sentenza di secondo grado ribalta l’esito del processo celebrato davanti al Tribunale di Castrovillari, che aveva invece condannato l’uomo per tutti i reati contestati alla pena di undici mesi di reclusione e 550 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Le accuse contestate
Il procedimento riguardava tre distinti capi di imputazione. A F.G. veniva contestata, in primo luogo, l’occupazione abusiva di un’estesa area del Comune di Corigliano Rossano, nell’area urbana di Rossano.
La seconda contestazione riguardava la presunta realizzazione, attraverso l’illecita occupazione di una zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale, di numerose opere edilizie in assenza del permesso a costruire e dell’autorizzazione paesaggistica. Secondo l’impostazione accusatoria, tali interventi avrebbero modificato l’assetto urbanistico territoriale dell’area, incidendo anche sulle bellezze naturali dei luoghi sottoposti a speciale protezione.
Il terzo capo di imputazione riguardava invece l’ipotesi di interruzione e ostruzione di una pubblica via, che sarebbe stata determinata proprio dalle opere edilizie contestate.
La condanna in primo grado
Nel giudizio di primo grado, davanti al Tribunale di Castrovillari, erano stati acquisiti la comunicazione di notizia di reato redatta dalla Polizia giudiziaria e gli atti relativi alle dichiarazioni rese dalle persone ascoltate a sommarie informazioni testimoniali.
All’esito del processo, il Tribunale aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato per tutte le contestazioni, concedendo le attenuanti generiche e applicando la continuazione tra i reati.
La pena finale era stata determinata in undici mesi di reclusione e 550 euro di multa, con condanna anche al pagamento delle spese processuali.
L’impugnazione della difesa
Contro la sentenza di primo grado, la difesa ha proposto impugnazione nei termini di legge, chiedendo alla Corte d’Appello di Catanzaro una rivalutazione del quadro processuale e delle responsabilità attribuite all’imputato.
Nel giudizio di secondo grado, l’avvocato Francesco Nicoletti ha sostenuto le ragioni dell’assistito, chiedendo l’assoluzione dalle accuse contestate.
La Corte d’Appello ha accolto integralmente le richieste della difesa, pronunciando sentenza assolutoria nei confronti di F.G.

