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Preferenza di genere, il Consiglio regionale affossa la legge per le donne

La legge sulla doppia preferenza di genere non passa. Clima infuocato in Consiglio regionale.

Il Consiglio regionale della Calabria respinge la legge sulla doppia preferenza di genere. Una decisione che ha infuocato la seduta in quel di Reggio Calabria, con il governatore Mario Oliverio sempre più solo nella sua maggioranza. Tensione durante l’intervento del governatore che ha scatenato le ire del consigliere regionale, Arturo Bova che ha direttamente attaccato il consigliere regionale Orlandino Greco e quel che rimane della maggioranza. L’ex sindaco di Castrolibero, infatti, non ha votato in modo favorevole. E’ finita 15 a 13: il sì di Greco poteva far approvare la legge.

Sul fronte della minoranza, sia Mimmo Tallini sia Gianluca Gallo hanno ribattuto colpo su colpo alle parole di fuoco lanciate da Oliverio, respingendo le accuse di aver voluto affossare la legge che doveva portare più donne in Consiglio regionale, modificando la legge elettorale. Dopo l’intervento di Mimmo Tallini, il Pd ha abbandonato la seduta facendo saltare tutti gli altri punti all’ordine del giorno.

La posizione di Mario Oliverio

«La Calabria oggi dimostra di non essere al passo con i tempi, non recependo una legge nazionale che ormai è realtà in quasi tutte le altre regioni italiane» ha detto Mario Oliverio. «Le regole del gioco si scrivono insieme, oggi questo consiglio regionale fa una pessima figura».

La risposta di Orlandino Greco

«La mia è una posizione personale, non politica. Al collega Bova dico che bisogna garantire alle donne il 50% in lista e di avere posti di rilievo in giunta. La mia esperienza personale dice che la classe politica femminile deve poter crescere senza avere l’ossessione di arrivare. Le scelte politiche ognuno di noi le fa a viso aperto, non ho paura delle critiche. Vado avanti con spalle larghe e schiera dritta, nonostante abbia avuto critiche ovunque. Ho votato in modo consapevole, ma non è un voto legato alla maggioranza» anche se è anche una questione politica. I rapporti con Oliverio non sono più come una volta. 

Orsomarso e la candidatura di Wanda Ferro

Fausto Orsomarso rivendica la scelta di Fratelli d’Italia di candidare a governatore della Calabria, Wanda Ferro «per un’anima del centrodestra. Torno da Torino dove abbiamo eletto presidente all’unanimità Giorgia Meloni, siamo al passo con i tempi ma non intendiamo strumentalizzare una scelta politica che nella maggioranza ormai è come una sfida». 

Giudiceandrea e Romeo

Il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea: «I giochini al rialzo di una parte esigua della maggioranza, le assenze e le astensioni di comodo e “utili”, su tutte, hanno consentito di svelare la vera natura di alcuni millantati “sì” alla legge sulla preferenza di genere (di cui sono stato, orgogliosamente, secondo firmatario), proveniente da consiglieri di centrodestra e centrosinistra. Dovranno renderne conto alle loro elettrici ed ai loro massimi dirigenti di partito.

Una legge che non era né di sinistra né di destra, votata da 15 consiglieri su 30 e naufragata con un solo voto contrario ed un’astensione di “comodo”, utile solo a perseverare nel tentativo dell’autoconservazione. Un momento indegno per la politica al quale in, tanti, purtroppo, messo la loro firma», prendendosela con la minoranza. «Non ci sono più le condizioni per proseguire il Consiglio regionale» ha detto Sebi Romeo, criticando la scelta di non far passare la legge.

Tallini attacca la maggioranza

«Questa maggioranza non è credibile, quando parla di voler mettere in evidenza le donne, e poi si oppone quando Wanda Ferro si era rivolta alla Corte Costituzionale. No, non siete credibili. Avete forzato sulla legge della preferenza di genere, pur sapendo di non avere la maggioranza in Consiglio, come andava dicendo più volte Carlo Guccione». (alan)

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Redazione Cosenza Channel

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